Smith attacca Brunson: “I Knicks non sono da titolo per colpa sua”

Terzi a Est, ma bloccati dal rendimento di Bridges: Stephen A. Smith incolpa Brunson per aver voluto l’ex Suns ai Knicks

Jalen Brunson, point guard dei Knicks

Non c’è mai pace sotto i riflettori del Madison Square Garden. Nonostante una rimonta da urlo – da -21 a una vittoria per 110-107 contro i Golden State Warriors – i New York Knicks si trovano al centro di un acceso dibattito. Al centro della tempesta ci sono le due stelle della squadra: il trascinatore Jalen Brunson e Mikal Bridges.

La critica, guidata dalle voci più influenti dei media americani come Stephen A. Smith, ha sollevato un paradosso: Brunson è colpevole di essere stato “troppo generoso”.

È inaccettabile. Voglio ricordare a tutti in questo momento – e diremo ciò che vogliamo, e questo scioccherà chiunque – che la persona che incolpo di più per tutto questo è Jalen Brunson. Sono così orgoglioso di avere come New York Knick, ma è tutta colpa sua

Jalen Brunson

Per permettere alla squadra di acquistare l’amico e compagno Bridges, il capitano dei Knicks nel 2024 ha accettato un’estensione quadriennale ridotta – da 156 milioni al posto che 256 – facilitando un’operazione di mercato costosissima (ben cinque scelte future cedute agli avversari).

Ma ne è valsa la pena? Se da un lato Brunson continua a incantare con 23,6 punti di media, Bridges sta attraversando un periodo opaco da soltanto 6 punti di media con il 32% dal campo nelle ultime 6 gare, faticando a giustificare l’enorme investimento fatto su di lui.

I numeri parlano di un momento difficile per Bridges, ma i Knicks restano saldamente al terzo posto della Eastern Conference con un record di 44 vittorie e 25 sconfitte.

La squadra ha dimostrato carattere, ma per puntare al titolo servirà qualcosa in più della sola grinta di Brunson. Con i Playoff alle porte, New York deve decidere se il suo attuale assetto sia quello di una vera pretendente al trono o se manchi ancora un tassello per completare il puzzle. La vittoria contro i Warriors è un segnale positivo, ma la strada verso la perfezione è ancora in salita.

Leggi anche

Loading...