Brooks contro il ranking NBA: attacco diretto a LeBron ed Embiid

Dillon Brooks non le manda a dire: boccia il ranking Top 50 di Complex e mette nel mirino LeBron James, Joel Embiid e tante altre stelle NBA

Dillon Brooks Suns NBA

Non è una novità vedere Dillon Brooks dire esattamente ciò che pensa. Ma questa volta, durante il podcast Million Dollaz Worth of Game, il livello di franchezza ha superato ogni aspettativa.

Davanti alla classifica dei Top 50 giocatori NBA stilata da Complex, in cui era posizionato solo alla numero 48, l’ala dei Phoenix Suns ha reagito senza mezze misure, criticando apertamente diversi nomi sopra di lui.

Dillon Brooks contro il ranking: “Non sono da 48esimo posto”

Per Brooks, il problema non è solo la posizione, ma il criterio. Le sue risposte si sono concentrate soprattutto su un punto: la stagione attuale conta più della reputazione.

Tra le dichiarazioni più forti spicca quella su LeBron James:

Non sta avendo una stagione migliore della mia

Dillon Brooks

Una presa di posizione clamorosa, considerando il peso storico di LeBron. Ma Brooks ha volutamente spostato il discorso sul presente, evitando confronti legati al passato.

Giudizi durissimi: da Embiid a Reaves

Non sono mancati attacchi diretti ad alcune delle stelle più discusse della lega:

  • Joel Embiid: “No, è troppo spesso infortunato. Puoi anche dormire una settimana intera e probabilmente sarà ancora fuori”
  • Austin Reaves: “È uno che cerca i falli”
  • Julius Randle: “Uno dei più frignoni, vuole sempre i falli perché gioca in maniera molto fisica. Lui, Zion Williamson e Giannis giocano così”
  • Cooper Flagg: “Non sta giocando una stagione migliore della mia, perché sei fossi al suo posto, i Mavs sarebbero in corsa per i Playoff”
  • De’Aaron Fox: “No, non sta facendo meglio di me.”
  • Rudy Gobert: “No”

Particolarmente interessante il tema della durabilità: Brooks ha sottolineato come gli infortuni influenzino fortemente il suo giudizio, citando anche Jalen Williams:

Troppo infortuni, ma ha talento

Dillon Brooks

Non solo critiche: Brooks promuove diversi talenti NBA

Nonostante il tono provocatorio, Brooks ha anche distribuito apprezzamenti:

  • James Harden: “È forte”
  • Karl-Anthony Towns: “Quel ragazzo è davvero forte”
  • Brandon Ingram: “Valuto il suo gioco al massimo”
  • Amen Thompson: “È uno dei miei”
  • Desmond Bane: “È il mio ragazzo”

Segno che, pur difendendo la propria posizione, Brooks riconosce il talento quando lo vede.

Confronti diretti: Brooks si misura con tutti

Molte delle sue risposte non riguardano il valore assoluto dei giocatori, ma un confronto diretto con la sua stagione:

  • Paolo Banchero: “Annata sotto tono, può fare molto meglio, dovrebbe essere a livello LeBron”
  • Cooper Flagg: “Mi piace, ma non sta facendo meglio di me”
  • Trey Murphy III: “Sta facendo bene, ma non posso supportare chi perde”
  • Lauri Markkanen: “I numeri sono buoni, ma no”

Una linea chiara: per Brooks conta chi incide davvero nella stagione in corso.

Mentalità e provocazione: il marchio di fabbrica di Brooks

Questa uscita pubblica conferma un tratto chiaro: Brooks vive le classifiche come una sfida personale. Per lui non è una questione di opinioni, ma di dimostrare di meritare molto di più.

Che si condividano o meno le sue parole, una cosa è certa: la sua sicurezza resta incrollabile, e continua a renderlo uno dei personaggi più discussi della NBA.

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