Paul George torna dopo la sospensione: “Ho commesso un errore”

Paul George torna in campo e ammette l’errore: il peso delle aspettative ha tradito la sua mente. Le parole dell’ala dei Philadelphia 76ers

Paul George 76ers

Dopo due mesi di silenzio, Paul George, ala dei Philadelphia 76ers, è pronto a rimettere piede sul parquet dopo aver scontato una sospensione di 25 partite per la violazione delle norme anti-droga della lega.

Il rientro, previsto per la sfida contro i Chicago Bulls, non è solo una questione di campo. George ha scelto di affrontare il momento con una sincerità cristallina, scusandosi pubblicamente con la città e i compagni.

Dietro l’errore commesso a gennaio, l’atleta ha confessato la fragilità di un uomo che, tra infortuni e pressioni psicologiche, ha cercato risposte nel modo sbagliato.

Non sono un supereroe, sono un essere umano. Ho commesso un errore. Non entrerò nei dettagli su cosa fosse. È una questione piuttosto personale. In quel momento, non conoscevo esattamente le ripercussioni. È stata semplicemente una decisione presa nel momento sbagliato

Paul George

Ha dichiarato l’ala dei Sixers, ponendo l’accento su quanto la salute mentale influenzi le decisioni di chi vive costantemente sotto i riflettori.

Sto bene. Ovviamente, essere un atleta professionista ti logora, e il mio corpo non era dove avrei voluto che fosse; c’era l’aspettativa di dover performare, nonostante il mio fisico non fosse pronto. Chiaramente, io stesso ho delle aspettative su me stesso, ed è questo che ha portato a quella pessima decisione in quel momento

Paul George

Con George i 76ers possono puntare ai Playoff?

Nonostante una stagione finora opaca — segnata da una media di circa 16 punti e una precisione al tiro distante dai suoi standard abituali — la presenza di George potrebbe ancora spostare gli equilibri.

I 76ers, attualmente settimi nella Eastern Conference con un record di 39 vittorie e 33 sconfitte, sono rimasti a galla grazie all’esplosività di Tyrese Maxey e alla freschezza del rookie VJ Edgecombe.

Se il Titolo NBA è un’illusione, Philadelphia ha bisogno della classe cristallina (e di una salute fisica minata troppo spesso da infortuni di ogni tipo) del suo veterano per raggiungere la qualificazione diretta alla post-season.

Con i playoff alle porte, la squadra deve ora sperare che la sfortuna smetta di perseguitare le sue stelle, a partire da George e dall’ex MVP Joel Embiid, assente ormai da 13 gare consecutive per il solito problema al ginocchio. Il talento c’è.

Leggi anche

Loading...