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Wembanyama MVP? Green lo difende: “Serve parlare per farsi notare”

Dietro le parole di Wembanyama c’è una verità scomoda: la difesa viene considerata solo quando qualcuno la rivendica

Nel dibattito sempre acceso sulla corsa ai premi NBA, le parole di Draymond Green accendono una riflessione più ampia: quanto viene davvero valorizzata la difesa nel basket moderno?

Dopo la vittoria dei Golden State Warriors sui Brooklyn Nets, l’ala ha commentato il caso mediatico nato dalle dichiarazioni di Victor Wembanyama, che si è esposto pubblicamente nella corsa all’MVP.

Wembanyama e il messaggio chiave: “La difesa conta davvero”

Dopo il successo degli San Antonio Spurs contro i Miami Heat, Wembanyama aveva costruito una candidatura solida su tre punti:

  • il record favorevole (4-1) contro gli Oklahoma City Thunder di Shai Gilgeous-Alexander
  • l’impatto offensivo che va oltre i punti segnati
  • e soprattutto la sua dominanza difensiva, ormai riconosciuta in tutta la lega

Il passaggio che ha fatto più rumore? “La difesa è il 50% del gioco

Un’affermazione che per molti è sembrata quasi una rivelazione. Ed è proprio questo che ha fatto storcere il naso a Green.

Green: “Incredibile che serva dirlo nel 2026”

Green non ha nascosto sentimenti contrastanti: da un lato apprezzamento per il coraggio di Wembanyama, dall’altro frustrazione per la reazione generale.

Ha detto che la difesa è metà del gioco… e tutti come se fosse una scoperta. Davvero nessuno se ne era accorto?

Draymond Green

Il veterano dei Warriors ha definito la situazione un vero e proprio “atto d’accusa contro il basket”, sottolineando come spesso il lato difensivo venga ignorato fino a quando qualcuno non lo porta esplicitamente all’attenzione.

Il paragone con Luka Doncic è emblematico:

Tutti pronti a criticarlo quando non difende come ci si aspetta. Poi c’è chi difende intere squadre e nessuno lo considera… finché non lo dice lui

Draymond Green

Auto-promozione e premi: una realtà inevitabile

Green conosce bene il meccanismo. L’anno scorso si era inserito con forza nella corsa al Defensive Player of the Year, chiudendo terzo dopo una campagna mediatica ben orchestrata.

Per lui il concetto è chiaro:

Se non parli, la gente non vede. Non basta guardare le partite, non tutti capiscono cosa succede davvero

Draymond Green

Un discorso che vale anche per altri difensori d’élite come Evan Mobley, spesso sottovalutati fino a una presa di posizione pubblica.

MVP e DPOY: la doppia corsa di Wembanyama

A oggi, Wembanyama è considerato il favorito netto per il Defensive Player of the Year, mentre resta più indietro nella corsa all’MVP, dove Shai Gilgeous-Alexander continua a essere il riferimento principale.

C’è anche una questione tecnica: per qualificarsi ai premi stagionali, il francese dovrà giocare almeno 7 delle ultime 10 partite.

Se ci riuscirà, il confronto diretto con i Warriors di Green sarà uno degli ultimi snodi narrativi di questa stagione.

Il punto finale di Green

Nonostante le critiche al sistema, Green ha chiuso con un riconoscimento netto:

Gli tolgo il cappello. Ha spiegato perché merita. Non ha evitato la domanda. Ha capito che, se non lo fai tu, nessuno lo farà per te

Draymond Green

Ora la palla passa al campo: Victor Wembanyama deve chiudere forte la stagione e prendersi definitivamente la scena. Il Defensive Player of the Year è lì, l’MVP molto meno…

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