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NBA, rivoluzione Draft Lottery: tre proposte contro il tanking

La NBA è pronta a rivoluzionare il sistema del Draft Lottery: tre proposte radicali sul tavolo, con un voto atteso a maggio. Il tanking potrebbe diventare storia

La NBA è pronta a cambiare le regole del gioco. Durante le riunioni del Board of Governors svoltesi questa settimana a New York, la lega ha presentato tre proposte concrete e radicali per combattere il fenomeno del tanking – la pratica con cui alcune franchigie perdono deliberatamente partite per migliorare le proprie chances al Draft Lottery.

Un voto formale è atteso per maggio, in occasione di una riunione straordinaria dei governatori, evento di per sé già significativo della gravità che la lega attribuisce al problema.

Il tanking è diventato insostenibile

La stagione 2025-26 ha portato il dibattito sul tanking a livelli di guardia. Con una classe di prospetti considerata eccezionalmente profonda e talentuosa, diverse squadre hanno apertamente orientato le proprie scelte – rotazioni, gestione degli infortuni, minutaggio – verso l’obiettivo di peggiorare il proprio record.

Una dinamica che ha messo sotto pressione la credibilità dell’intera competizione.

Il commissioner Adam Silver non ha usato mezzi termini:

Il problema è che oggi è diventato quasi impossibile distinguere tra un vero rebuilding e il tanking puro. Quando le incentivazioni non coincidono, quando si tratta di decisioni su quintetti, sugli infortuni, sui livelli di dolore dei giocatori… il sistema non funziona più

Adam Silver

E ancora, in modo lapidario: “Lo sistemeremo. Punto”

Le tre proposte sul tavolo

Tutte e tre le proposte condividono un elemento dirompente rispetto allo status quo: includere nel Draft Lottery anche squadre che hanno disputato i playoff. Da lì, però, i meccanismi divergono in modo sostanziale.

Proposta 1 – La grande lotteria a 18 squadre

La prima opzione allarga il bacino del Lottery a 18 franchigie: le 10 peggiori della lega (quelle escluse anche dal Play-In Tournament) e le 8 che al Play-In ci hanno partecipato. Tutte e 18 le posizioni verrebbero sorteggiate.

Le 10 squadre con il peggior record avrebbero ciascuna una probabilità uguale dell’8% di salire in classifica, mentre il restante 20% delle odds verrebbe distribuito in ordine decrescente tra le 8 squadre del Play-In (dall’11esimo al 18esimo posto). Un sistema pensato per ridurre il vantaggio competitivo di perdere il maggior numero possibile di partite.

In sintesi:

  • Entrano le 10 squadre fuori dal play-in
  • Più le 8 squadre che partecipano al play-in

Le peggiori 10 avrebbero tutte l’8% di probabilità di salire, mentre il restante 20% verrebbe distribuito tra le altre otto squadre.

Tradotto: finisce il vantaggio estremo per chi perde di più.

Proposta 2 – La lotteria a 22 squadre con doppia stagione

La seconda proposta è la più articolata. Entrerebbe nel Lottery un gruppo ancora più ampio: 22 squadre, comprendendo anche le 4 eliminare al primo turno dei playoff. Il ranking, però, non si baserebbe solo sulla stagione in corso: ogni franchigia verrebbe valutata su due anni combinati, un sistema mutuato direttamente dalla WNBA.

Per evitare che le squadre vadano a perdere ogni singola partita, verrebbe introdotto un pavimento minimo di vittorie per stagione. Se il floor fosse, ad esempio, 20 vittorie, una squadra che ne ha vinte solo 14 verrebbe considerata come se ne avesse vinte 20 ai fini del Lottery. E una squadra da 40 vittorie un anno e 20 l’anno successivo entrerebbe nel sorteggio come se ne avesse vinte 30. Solo le prime quattro posizioni verrebbero sorteggiate, come avviene attualmente.

In sintesi:

  • Dentro: 10 squadre fuori play-in, 8 da play-in, 4 eliminate al primo turno playoff
  • Classifica basata sui risultati delle ultime due stagioni

Inoltre:

  • Viene introdotta una soglia minima di vittorie
  • Anche chi perde troppo vedrebbe “corretto” il proprio record

Esempio:

  • Una stagione da 14 vittorie verrebbe considerata come 20
  • Una combinazione 40 + 20 diventerebbe una media da 30 vittorie

L’obiettivo è chiaro: rendere inutile perdere deliberatamente per una sola stagione.

Proposta 3 – Il metodo “Five by Five”

La terza opzione, soprannominata “five-by-five”, reintroduce le 18 squadre della prima proposta ma introduce un doppio sorteggio. Le 5 franchigie con il peggior record avrebbero le stesse probabilità di aggiudicarsi una delle prime 5 pick, con le odds che scendono progressivamente per le altre. Dopo aver estratto le prime 5 scelte, si procederebbe con un secondo sorteggio per le restanti 13.

La novità più interessante: qualsiasi squadra tra le 5 peggiori che non riuscisse a entrare nei primi 5 pick non potrebbe scendere oltre la 10ª posizione nel secondo sorteggio. Una rete di sicurezza pensata per proteggere le squadre più deboli da un doppio svantaggio – come accaduto nella scorsa stagione, quando le franchigie con il primo (Utah Jazz), secondo (Washington Wizards) e quarto (New Orleans Pelicans) peggior record scivolarono rispettivamente alla quinta, sesta e settima scelta.

In sintesi:

  • Stesse 18 squadre della prima proposta
  • Le 5 peggiori hanno tutte le stesse probabilità
  • Si sorteggiano separatamente le prime 5 scelte

Poi:

  • Nuova lottery per le restanti 13 squadre
  • Le peggiori non possono scendere oltre la decima posizione

In pratica: meno vantaggio nel tanking, ma anche meno rischio per le squadre davvero deboli.

Un processo decisionale aperto

Nessuna delle tre proposte è definitiva. Nei prossimi mesi, proprietari, presidenti e general manager sono attesi a un dialogo aperto con gli uffici della lega per valutare impatti e possibili conseguenze non previste.

Silver ha già anticipato che ulteriori modifiche strutturali potrebbero arrivare anche in sede di rinnovo del Collective Bargaining Agreement con il sindacato giocatori (NBPA), anche se il CBA attuale è in vigore fino alla fine del decennio.

Ciò che è certo è che la riunione straordinaria di maggio – evento raro nel calendario istituzionale della NBA, che prevede solo tre appuntamenti standard all’anno – è già di per sé un segnale inequivocabile: la lega considera questa riforma una priorità assoluta.

C’è qualcosa che si chiama rebuild genuino, un rebuilding fatto con integrità. Il problema è che oggi non riusciamo più a distinguerlo dal tanking

Adam Silver

La risposta, secondo il commissioner, non può più essere incrementale. Dopo quattro interventi parziali negli anni passati, è arrivato il momento di una svolta radicale. Il gioco, stavolta, cambia davvero.

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