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Wembanyama scala la Kia MVP Ladder. E forse se lo merita davvero

Victor Wembanyama conquista il primo posto nella Kia MVP Ladder, superando Shai Gilgeous-Alexander. La corsa al premio resta apertissima, ma il suo impatto difensivo sta facendo la differenza

Ci sono giocatori di talento, ci sono stelle, ci sono fenomeni. E poi c’è Victor Wembanyama. Il lungo degli San Antonio Spurs non rientra in nessuna categoria conosciuta, ed è per questo che la sua corsa al Kia MVP 2025 ha smesso di sembrare una previsione audace per diventare qualcosa di molto più concreto.

Nella nuova Kia MVP Ladder, Wembanyama scavalca Shai Gilgeous-Alexander e si insedia al primo posto. Non è una sorpresa: lo è semmai la rapidità con cui ci è arrivato.

Wembanyama MVP: il caso in numeri (e non solo)

Quando si parla di Victor Wembanyama, i numeri fanno effetto, ma non raccontano tutto. 24.2 punti, 11.2 rimbalzi e 3.1 stoppate di media basterebbero da soli a costruire una candidatura solida. Ma quello che rende il francese davvero irresistibile nella corsa al premio è altro: è la bidirezionalità assoluta, la capacità di dominare il gioco su entrambi i lati del campo con una naturalezza che, alla sua età, non si era mai vista.

17 stoppate nelle ultime tre partite. Non in tre stagioni, in tre partite. Un numero che mette i brividi soprattutto se paragonato alle medie di squadre intere: gli Spurs con Wemby stoppano quanto Jazz, Nuggets e Bucks come formazioni. E tutto questo accade in meno di 30 minuti a sera – il che lascia immaginare cosa succederebbe con più spazio sul cronometro.

Di solito padroneggiare la difesa è la parte più difficile del gioco per un giovane. Wembanyama è diverso: è entrato in lega con istinti difensivi già solidi

Dirigente NBA

A 22 anni, Wembanyama sarebbe solo il secondo giocatore così giovane a vincere il Kia MVP dopo Derrick Rose, che ci riuscì nel 2011. La storia bussa alla porta di San Antonio.

La corsa si stringe: Gilgeous-Alexander, Jokic e gli altri

Scalzato dalla vetta, Shai Gilgeous-Alexander resta però una delle storie più straordinarie di questa stagione. Il playmaker dell’Oklahoma City Thunder sta facendo qualcosa che non si era mai visto: media di 31.5 punti con un’efficienza storica, pochissimi turnover, e 41 partite con almeno 30 punti. Non molti lunghi in tutta la storia NBA sono stati altrettanto produttivi con simile qualità di tiro. Il fatto che sia una guardia rende tutto più sorprendente.

Risale al terzo posto Nikola Jokic, che dopo un breve periodo di appannamento post-infortunio è tornato a fare quello che solo lui sa fare: avvicinarsi alla tripla doppia ogni sera. Nelle ultime tre gare ha raccolto 36 assist con appena tre palle perse, subendo nel frattempo un doppio impegno ravvicinato con cambio di fuso orario. Se a fine stagione guiderà la lega in rimbalzi e assist – com’è probabile – sarà il primo a riuscirci abbinando una top-7 nella classifica marcatori.

Luka Doncic scende di una posizione ma rimane il miglior realizzatore della lega con 33.6 punti di media, capace di collezionare partite da 60, 50 e tre da 40 solo in marzo. Con i Los Angeles Lakers aggrappati a un posto di rilievo a Ovest, la sua candidatura non è affatto tramontata – anche perché sta dimostrando una crescita difensiva concreta, con 2.5 palle rubate nelle ultime 11 gare.

Chiude la top-5 Jaylen Brown, che ha letteralmente portato i Boston Celtics sulle spalle durante l’assenza per infortunio di Jayson Tatum. La sua performance contro i Thunder – 31 punti, 8 rimbalzi, 8 assist e la tripla decisiva nel finale – è il simbolo di una stagione che lo ha trasformato in un candidato MVP credibile.

Quest’anno ha preso in mano le redini. Sapevamo che poteva farlo

Jayson Tatum

Perché Wembanyama è già pronto

C’è una domanda che aleggia intorno a ogni grande talento giovane: è già il momento? Nel caso di Wembanyama la risposta è semplice: sì, perché i numeri, l’impatto e la maturità lo dicono chiaramente.

Non si tratta solo di statistiche. Si tratta di un ragazzo di 22 anni che non ha avuto bisogno di un periodo di adattamento, che non ha dovuto aspettare il suo turno, che ha portato gli Spurs – una delle squadre più giovani della lega – a lottare per il primo posto a Ovest. Un risultato che, fino a pochi mesi fa, sembrava fantascienza.

La corsa all’MVP NBA 2026 è ancora aperta. Ma al momento, la corsa ha un nome scritto a caratteri molto, molto grandi: Victor Wembanyama.

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