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Stephen Curry torna e infiamma il Chase Center: “I’m back!”

Al rientro dall’infortunio, Curry incanta con 29 punti in 26 minuti: Warriors battuti, ma di nuovo pericolosi

Il tempo passa, gli infortuni arrivano, ma Stephen Curry resta Stephen Curry. E al suo rientro in campo lo ha ricordato a tutti, senza troppi giri di parole.

Dopo due mesi di stop per un problema al ginocchio, la stella dei Golden State Warriors ha firmato 29 punti in appena 26 minuti, guidando la rimonta (poi sfumata) contro gli Houston Rockets, vittoriosi 117-116.

Pensavo di stare fuori una settimana. Dieci giorni al massimo. Non c’è nulla di strutturalmente danneggiato nel mio ginocchio. Quindi non è che sia limitato in campo. Però è una nuova normalità

Steph Curry

Una sconfitta che pesa, ma con un messaggio chiaro: Golden State non è fuori dai giochi.

Non era una partita semplice per rientrare. Di fronte, tra gli altri, c’era un difensore fisico e aggressivo come Amen Thompson. Eppure Curry ha mostrato subito il suo marchio di fabbrica: ritmo, letture, capacità di creare dal nulla.

Steve Kerr non ha avuto dubbi:

Non credo ci sia un difensore più difficile per lui in questo momento. Steph è stato incredibile… Il suo ritmo è il nostro ritmo

Steve Kerr

Un concetto chiave. Non si tratta solo di punti, ma di come la sua presenza cambi completamente l’identità offensiva della squadra.

“I’m back”: il momento che accende il Chase Center

Nel terzo quarto arriva la giocata simbolo: step-back da tre contro Tari Eason, Warriors di nuovo a contatto. Poi la corsa all’indietro e l’urlo verso il pubblico del Chase Center:

I’m back!

Steph Curry

Il duello senza tempo con Kevin Durant

Tra i temi della serata anche il confronto con un volto familiare: Kevin Durant. Due icone, ancora protagoniste.

Curry ha commentato così:

È ancora incredibile. Stiamo ancora facendo queste cose, a questo livello, in questa fase della nostra carriera

Steph Curry

Uno scontro che racconta la longevità di due campioni che continuano a spostare gli equilibri.

Warriors in difficoltà, ma con Curry cambia tutto

Durante l’assenza di Curry, Golden State è scivolata fino al decimo posto nella Western Conference. Un calo evidente, che ha messo a rischio la corsa postseason.

Ora lo scenario cambia. Anche nella sconfitta, si è vista una squadra diversa: più fluida, più pericolosa, più credibile.

Lo stesso Curry, dopo l’infortunio, aveva chiesto ai compagni di “tenere la posizione” fino al suo ritorno. Missione complicata, ma non fallita del tutto. Adesso, con lui di nuovo in campo, le prospettive playoff tornano concrete.

Alla fine, il succo è semplice: con Steph in campo cambia tutto. E anche se il risultato non è arrivato, la sensazione è che Golden State abbia appena ritrovato molto più di un giocatore.

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