Giannis criptico sui social: il caso si infittisce
Giannis non accetta di stare a fermo a guardare i Bucks da bordocampo: il post sui social fa pensare a un ulteriore scontro con la franchigia
C’è un’aria pesante che soffia sul Wisconsin. Quello che sta diventando evidente, ora dopo ora, è che il legame tra Giannis Antetokounmpo e i suoi Milwaukee Bucks è arrivato al punto di rottura.
Non è solo una questione di risultati, ma di prospettive che non si incrociano più: da un lato un Giannis vuole scendere in campo, ha detto di sentirsi bene dopo l’infortunio al polpaccio riscontrato il 15 marzo.
Dall’altro una franchigia che ha già iniziato a contare le macerie di una stagione fallimentare, che ha deciso di fermare la sua stella andando contro alla sua richiesta e stuzzicando la NBA ad aprire un’indagine sulla vicenda.
Giannis vs Bucks: il braccio di ferro
Il conflitto è tutto qui: Giannis, a 31 anni, resta un agonista feroce e che non accetta di restare a guardare, nemmeno con i Bucks ormai fuori dalla corsa playoff per la prima volta dal 2016/17.
La franchigia, invece, frena. Con una stagione ormai persa e il polpaccio di Antetokounmpo che ha già presentato conti salatissimi durante l’anno, Milwaukee ha scelto la via della prudenza.
Una prudenza che però Giannis (36 gare giocate in questa stagione) vive come una gabbia, come dimostrato da quel post criptico su Instagram che sa tanto di guanto di sfida lanciata alla dirigenza.
Non ho mai saltato un giorno di lavoro in tutta la mia vita. Forse è meglio cominciare a chiedere in giro
Giannis Antetokounmpo
Proteggere l’asset o rispettare l’uomo?
La logica dei Bucks è imprenditorialmente comprensibile: in vista di una ricostruzione inevitabile, Giannis è l’asset più prezioso. Ogni minuto passato in campo ora è un rischio che potrebbe svalutare il “tesoro” in vista di una trade estiva.
Ma Antetokounmpo non è un oggetto da vetrina. È una superstar che si è costruito dal nulla, diventando uno dei più grandi della sua generazione con il sudore e la testardaggine. Chiedergli di stare a bordocampo a guardare mentre vorrebbe, per lo più, anche scendere in campo con i suoi fratelli, Thanasis e Alex è un affronto alla sua natura.
Verso l’inevitabile
Il successo di Milwaukee contro Memphis (131-115) è stato solo un rumore di fondo in una vicenda molto più grande. La sensazione è che il limite sia stato toccato e che la “quadra” tra le ambizioni del giocatore e i calcoli della franchigia non si troverà più.
Se quella contro i Grizzlies è stata davvero l’ultima recita (seppur da spettatore interessato) di Giannis in maglia Bucks, resta l’amarezza di un finale criptico, piuttosto che dal talento purissimo di una superstar. Il terremoto che sta per colpire la franchigia è appena iniziato.