Il piano di Steve Kerr per fermare Kawhi Leonard

Kerr avvisa i Warriors: blindare l’area sarà la chiave tattica per bloccare Leonard nella gara di Play-In contro i Clippers

Kawhi Leonard, stella dei Los Angeles Clippers

Il sipario sulla regular season è calato con una sconfitta per i Golden State Warriors (110-115 contro i Clippers), ma il vero spettacolo deve ancora iniziare. Il destino dei Dubs passa di nuovo da Los Angeles: un Play-In da “dentro o fuori” che profuma di ultima spiaggia.

E mentre la tensione sale, coach Steve Kerr ha già iniziato a muovere le sue pedine, puntando il mirino sull’ostacolo numero uno: Kawhi Leonard.

Il piano di Kerr per arginare la “The Klaw” non è passato inosservato, specialmente per un commento che ha sollevato più di un sopracciglio. Riconoscendo la crescita mostruosa di Kawhi dai tempi delle Finals 2019, Kerr ha punzecchiato la stella dei Clippers sul tema del “foul-baiting”, ovvero l’arte di andare in lunetta forzando il fischio arbitrale.

Avremo delle regole ferree per i nostri ragazzi: non possiamo permettergli di fare certe cose. Cercherà di subire fallo, userà le regole contro di noi per andare in lunetta, un po’ come fa il nostro Podziemski

Steve Kerr

Un’accusa, quella di “cacciatore di falli”, che i numeri però sembrano smentire: con 6.4 tiri liberi di media (12° nella lega), Leonard non appare esattamente un predatore di fischi come altri colleghi, ma la sua precisione chirurgica dalla lunetta (89.2%) giustifica l’ossessione di Kerr.

I Warriors, d’altronde, hanno faticato enormemente contro i Clippers in questa stagione (record di 1-3), con Kawhi capace di dominare cinque degli ultimi sei scontri diretti.

Se il piano difensivo, basato sui muscoli di Draymond Green e l’energia di De’Anthony Melton, sembra logico, è sulla gestione dell’attacco che sorgono i dubbi più pesanti.

Kerr non si fida dell’attacco dei Warriors?

Kerr – che va verso il rinnovo del contratto – ha infatti gelato l’entusiasmo dei tifosi dichiarando che né Stephen Curry né il nuovo arrivato Kristaps Porzingis (visti insieme solo per tre partite) giocheranno un minutaggio esteso nella sfida decisiva.

In una partita da vincere per non andare “a casa”, una gestione così cauta del roster può apparire quasi temeraria.

Dare priorità alla salute dei giocatori è nobile, ma rinunciare ai propri calibri da novanta per lunghi tratti della gara rischia di trasformare il Play-In in un naufragio annunciato.

Con una striscia di tre sconfitte consecutive sulle spalle, i Warriors affrontano una salita ripidissima. Mai scommettere contro Curry e soci nelle situazioni limite, certo, ma questa volta Steve Kerr dovrà davvero tirare fuori un coniglio dal cilindro.

Leggi anche

Loading...