LeBron James senza tempo, Stephen A. Smith attacca Doncic e Reaves

A 41 anni, LeBron James è ancora una volta il faro dei Lakers. Stephen A. Smith elogia la condizione fisica del quattro volte campione NBA, criticando Luka Doncic e Austin Reaves

LeBron James Lakers

Mentre i Lakers celebrano la terza vittoria consecutiva contro i Jazz, che aiuta a blindare il quarto posto della Western Conference e il vantaggio del campo nella serie di Playoff contro i Rockets, il dibattito si sposta su un tema che sembra non invecchiare mai: la longevità di LeBron James.

In assenza di Luka Doncic e Austin Reaves, il Re ha preso per mano la squadra chiudendo la stagione con medie di 20.9 punti, 6.1 rimbalzi e 7.2 assist, irreali per un giocatore di 41 anni suonati.

Una condizione atletica che ha scatenato la lingua tagliente di Stephen A. Smith. Il noto analista, durante il suo show, non ha usato giri di parole per chiamare in causa con toni polemici i compagni di squadra di LeBron e il resto della lega.

Sono stufo di vedere quest’uomo a 41 anni, nel suo ventitreesimo anno di carriera, essere più sano di Luka Doncic e Austin Reaves. Ma quando scatta il senso di vergogna?

Stephen A. Smith

Il punto sollevato dall’analista di ESPN è brutale nella sua semplicità: con stipendi medi che superano i 10 milioni di dollari (e picchi da 50), come è possibile che i giovani talenti non investano nel proprio corpo con la stessa maniacalità di James?

Dov’è il vostro orgoglio? Dov’è la vostra dignità?

Stephen A. Smith

Così ha incalzato Smith, sottolineando come LeBron, nonostante l’inizio di stagione ai box, sia riuscito a timbrare 60 presenze, back-to-back inclusi.

Mentre Doncic e Reaves lottano con infortuni che non permettono di fare previsioni chiare sulla tabella di ritorno, i Lakers si preparano a un primo turno contro i Houston Rockets che si preannuncia infuocato.

Nonostante i recenti aggiornamenti lascino sperare in un parziale recupero delle due stelle, sarà ancora una volta il quarantunenne di Akron il faro della squadra.

Coach JJ Redick ha promesso che i gialloviola daranno il massimo, ma la sfida è complicata: formulare una strategia vincente senza due dei tre migliori giocatori del roster, per ora, è un rebus tattico che metterebbe in crisi chiunque. La “durabilità” di LeBron è una benedizione, ma per superare i Rockets e sognare in grande, il 4 volte Campione NBA non potrà essere l’unico uomo a cui affidare di nuovo le sorti della squadra.

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