GSW eliminati: fine della dinastia di Stephen Curry? Kerr apre all’addio
I Warriors salutano la stagione con una sconfitta pesante contro i Phoenix Suns: ora il futuro è pieno di interrogativi, tra decisioni dirigenziali e il destino di Stephen Curry
La stagione 2025-26 dei Golden State Warriors si chiude nel modo più amaro possibile: sconfitta 111-96 contro i Phoenix Suns e addio definitivo ai playoff.
Un epilogo che non è solo sportivo, ma simbolico. Per molti, infatti, rappresenta il possibile tramonto della dinastia costruita attorno a Stephen Curry.
Una serata che racconta tutto
La partita da dentro o fuori ha evidenziato tutti i limiti attuali dei Warriors. Stephen Curry ha faticato (17 punti con 4/16 al tiro), mentre dall’altra parte è arrivata una prestazione dominante di Jalen Green, autore di 36 punti con percentuali irreali.
Golden State è apparsa lenta, prevedibile e senza alternative credibili. Non è stata solo una sconfitta: è sembrato il segnale di un ciclo che si sta esaurendo.
Il futuro di Stephen Curry
Stephen Curry, nel post partita, ha dichiarato di avere ancora più di un anno di carriera davanti a sé.
Più di uno, sicuramente
Stephen Curry
Ha inoltre confermato il suo interesse per un possibile rinnovo di contratto con i Warriors, anche se al momento non ci sono state trattative ufficiali, lasciando intendere che l’estate sarà un periodo importante per il futuro della squadra.
Sicuramente. Ma nessuna di queste conversazioni è ancora avvenuta, quindi sarà un’estate impegnativa per i Warriors
Stephen Curry
Steve Kerr e un futuro tutto da scrivere
Nel post-partita, Steve Kerr non ha nascosto i dubbi:
Mi prenderò una o due settimane, parlerò con Joe Lacob e Mike Dunleavy Jr. e prenderemo una decisione insieme. Non so cosa succederà… Amo ancora allenare, ma so che questi ruoli hanno una scadenza
Steve Kerr
Il vero tema, però, riguarda la dirigenza. Il proprietario Joe Lacob e il GM Mike Dunleavy Jr. sono chiamati a una decisione chiave:
L’idea è chiara: serve una mossa coraggiosa.
Non arriveranno superstar come Giannis Antetokounmpo, e anche piste come LeBron James o Kawhi Leonard appaiono improbabili.
La soluzione potrebbe essere più “silenziosa”, ma altrettanto decisiva:
un investimento pesante su un giocatore sottovalutato, sul modello dell’operazione dei Boston Celtics per Derrick White nel 2022.
Il punto è semplice: senza sacrificare scelte future, Golden State rischia di condannare Curry a chiudere la sua carriera senza reali possibilità di competere.
E considerando che, a 38 anni, resta ancora uno dei migliori della lega, sarebbe un fallimento strategico.
Fine di un’era o ultima occasione?
La domanda resta aperta: è davvero finita la dinastia dei Warriors?
Uno scettico direbbe che i segnali sono chiari: roster invecchiato, poche risorse e concorrenza sempre più forte. Un’altra lettura, però, suggerisce che questa squadra sia ancora a una sola mossa fatta bene dal tornare rilevante.
La verità sta nel mezzo: Golden State non è più dominante, ma non è nemmeno condannata.
Tutto dipenderà dalle scelte dei prossimi mesi.
Perché questa offseason non sarà una semplice fase di aggiustamento:
sarà il momento che definirà l’ultimo capitolo della carriera di Curry.