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LeBron guida, Kennard colpisce: “Ci siamo protetti a vicenda”

I Lakers sorprendono i Rockets in Gara 1 grazie a un super Kennard e alla regia di LeBron James. Nonostante le assenze pesanti, Los Angeles trova una vittoria che cambia subito la serie

I playoff NBA si aprono con una sorpresa tutt’altro che banale: i Los Angeles Lakers battono gli Houston Rockets (orfani di Kevin Durant) 107-98 in Gara 1, nonostante una situazione di emergenza che avrebbe scoraggiato molte squadre.

A fare la differenza è una prestazione corale, guidata da un inatteso protagonista e dalla solita regia di un leader senza tempo.

Luke Kennard decisivo: prestazione da record nei playoff

Il nome che non ti aspetti è quello di Luke Kennard. La guardia dei Lakers firma 27 punti, il massimo in carriera ai playoff, risultando letale soprattutto dall’arco.

Arrivato a Los Angeles a febbraio, Kennard si è ritagliato spazio fino a diventare una pedina chiave nelle ultime settimane. In Gara 1 ha risposto presente con 5 triple e 9/12 dal campo, punendo sistematicamente la difesa texana.

Una prestazione che cambia subito le gerarchie della serie e costringe Houston a rivedere i propri equilibri difensivi.

LeBron James orchestra tutto

Accanto a lui, LeBron James continua a riscrivere il concetto di longevità: 19 punti e 13 assist nella sua 19esima postseason.

Dopo la partita, ha sottolineato l’importanza del gruppo:

Quando mancano così tante opzioni offensive, tutti devono fare qualcosa in più, proteggersi a vicenda su entrambi i lati del campo

LeBron James

Ma la serata ha avuto anche un valore emotivo unico. Per la prima volta nei playoff, LeBron ha condiviso il parquet con il figlio Bronny James:

Essere in campo con mio figlio in una partita di playoff è probabilmente la cosa più incredibile che mi sia mai successa. Mia madre ha visto suo figlio e suo nipote insieme nei playoff… è pazzesco

LeBron James

Lakers senza stelle, ma più squadra

Il successo dei Lakers assume ancora più peso considerando le assenze pesanti: fuori Luka Doncic e Austin Reaves, mentre Houston ha dovuto rinunciare all’ultimo a Kevin Durant.

Eppure, Los Angeles ha dominato nei dettagli:

  • 60,6% al tiro contro il 37,6% degli avversari
  • Difesa aggressiva e continua
  • Solo 66 tiri tentati, minimo NBA nelle ultime tre stagioni, ma con efficienza altissima

Fondamentale anche il contributo di Deandre Ayton (19+11) e Marcus Smart (15 punti, 8 assist e 4 triple).

Rockets: talento giovane ma poca continuità

Per Houston non bastano i 19 punti di Alperen Şengün e la doppia doppia di Jabari Smith Jr. (16+12). Anche Amen Thompson (17 punti) e Reed Sheppard (5 triple) danno segnali, ma la squadra paga una serata di scarsa precisione.

Il coach Ime Udoka ha analizzato così la sconfitta:

Abbiamo fatto bene in molte aree, ma abbiamo tirato male. Contro una squadra così diventa difficile vincere, anche perché abbiamo sprecato diverse opportunità

Ime Udoka

Con Gara 2 in programma sempre a Los Angeles, la pressione ora si sposta sui Rockets. Sulla carta restano favoriti, ma questa partita ha evidenziato un aspetto chiave: i Lakers, anche in emergenza, hanno trovato identità e fiducia.

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