Nuggets nel segno di Murray e Jokic, ma Finch attacca: “Troppi liberi”
Jamal Murray domina dalla lunetta con un perfetto 16/16, mentre Nikola Jokic gestisce i ritmi senza forzare. Nel post partita, coach Finch non nasconde le perplessità sulle decisioni arbitrali
I playoff NBA iniziano nel segno di Jamal Murray, e questa volta non servono triple impossibili o tiri sulla sirena. A fare la differenza è stata la perfezione dalla lunetta: 16 su 16 ai liberi, record di franchigia e chiave del 116-105 con cui i Denver Nuggets si portano sull’1-0 contro i Minnesota Timberwolves.
Una prestazione diversa dal solito, ma ugualmente decisiva
Negli ultimi anni Murray si è costruito la reputazione di uomo clutch, capace di accendersi nei momenti più caldi. In questa Gara 1, invece, ha dominato in modo meno spettacolare ma altrettanto efficace: 30 punti complessivi e una gestione impeccabile dei possessi chiave.
Pensavo di aver subito fallo in ogni azione. Non capisco le discussioni: erano tutti falli
Jamal Murray
La sua precisione è stata fondamentale soprattutto in una serata complicata al tiro: Denver ha chiuso il secondo tempo con un pessimo 1 su 17 da tre punti, rischiando seriamente di sprecare il vantaggio costruito nel terzo quarto.
Il fattore mentale: l’evoluzione di Murray
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il cambiamento nell’approccio mentale. Murray stesso ha sottolineato come le Gara 1 in passato fossero caratterizzate da eccesso di adrenalina:
All’inizio hai energia, entusiasmo, anche un po’ di nervosismo. Col tempo ho imparato a rilassarmi e lasciare che la partita venga da me
Jamal Murray
Questa crescita si riflette nei numeri stagionali: miglior rendimento in carriera per punti, rimbalzi, assist e percentuale da tre, oltre a una presenza costante nei momenti decisivi.
Una vittoria costruita anche nei dettagli
Il successo dei Nuggets non si spiega solo con Murray. La squadra ha chiuso con 30 su 33 ai liberi, un dato che ha compensato la serata negativa dall’arco.
Anche perché:
- Nikola Jokic (25 punti, 13 rimbalzi e 11 assist) ha tirato appena quattro volte nel primo tempo
- Aaron Gordon è stato limitato dai falli fin dall’inizio
In questo contesto, Murray ha preso in mano l’attacco senza forzare, pur chiudendo con un sorprendente 0 su 8 da tre. Un dato raro: è tra i pochi nella storia playoff a combinare 0% da tre (min. 5 tentativi) e 100% ai liberi (min. 10).
Coach David Adelman ha sottolineato soprattutto la durezza mentale del suo leader:
Non gli entreranno spesso tutte le triple, ma è stato solido tutto l’anno. Ha affrontato difensori di alto livello per tutta la partita
David Adelman
Minnesota tra recriminazioni e limiti fisici
Sul fronte Timberwolves, il tema principale resta la gestione dei falli. Coach Chris Finch ha evitato polemiche dirette sugli arbitri, ma ha evidenziato il dato:
Sedici liberi sono tanti, quasi quanti ne abbiamo tirati noi
Chris Finch
Minnesota ha infatti chiuso con 14 su 19 dalla lunetta, con Anthony Edwards limitato a soli 7 tentativi e apparso a tratti affaticato nel rientro dall’infortunio al ginocchio.
Non era l’Ant che siamo abituati a vedere, ma è normale per il punto in cui si trova
Anthony Edwards
Una serie che si preannuncia equilibrata
Nonostante la sconfitta, Minnesota ha mostrato segnali incoraggianti. Negli ultimi tre anni, le due squadre si sono affrontate più di qualsiasi altra coppia NBA, dando vita a una rivalità sempre più intensa.
Denver parte avanti, come spesso accaduto: dal 2023 ha vinto 6 delle 7 serie in cui ha conquistato Gara 1. Ma in una sfida così equilibrata, ogni dettaglio può cambiare l’inerzia.