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Il dominio tattico dei Knicks contro gli Hawks

I New York Knicks sono a un passo dalla qualificazione dopo la vittoria in Gara 5 contro gli Atlanta Hawks. L’analisi tattica della serie mostra il peso di Jalen Brunson e OG Anunoby nel controllo del ritmo e dei possessi chiave

Qualcuno aveva detto che i Knicks erano “esattamente dove volevano essere”, dopo aver agguantato il pareggio della serie ad Atlanta contro gli Hawks. L’andamento del cosiddetto “pivotal game” di Gara 5 sembra averlo confermato.

Per capire se la serie è destinata a chiudersi con la prossima partita in Georgia – oppure se i ragazzi di coach Snyder hanno la possibilità di forzare Gara 7 al Madison Square Garden – è necessario guardare agli aggiustamenti di successo operati da coach Brown per i Knicks, oltre ai trend che questa serie sta proponendo.

OG Anunoby è fondamentale

Con un Bridges pessimo e tanti compagni potenzialmente imbrigliati nelle limitazioni dei difensori Hawks, OG Anunoby si è imposto come il giocatore più importante della serie per New York, per due ragioni.

La prima è la continuità offensiva che, abbinata a una nota solidità difensiva, lo ha reso un appiglio costante durante le tante montagne russe vissute da Jalen Brunson e compagni.

La seconda sono i rimbalzi. Se in regular season OG ne ha conquistati circa 5 di media, in questo primo turno ha raddoppiato le sue conquiste. Un dato fondamentale nell’ottica di rallentare l’attacco degli Hawks, che vorrebbe vivere di transizioni.

Nelle ultime due gare della serie, Atlanta ha faticato a raccogliere punti da seconda chance e in contropiede, anche grazie alla sua presenza sotto i tabelloni.

L’impatto di Jalen Brunson

Un’altra ragione del vantaggio newyorkese è la gestione della palla, concedendo ai fortissimi difensori sul punto di attacco degli Hawks poco potenziale di recupero.

Per far ciò, coach Brown ha dovuto cambiare le carte in tavola in attacco, con l’obiettivo di rendere sostenibile Jalen Brunson, che resta chiaramente il giocatore più importante del roster, ma imbrigliato dalla staffetta di guardie formata da Daniels e Alexander-Walker.

A partire da Gara 3, l’ex Mavs è stato progressivamente fatto partire sempre più lontano dalla palla, spesso sfruttando il gioco di blocchi e l’utilizzo di Karl-Anthony Towns da facilitatore (evidenziato con la sua tripla doppia in Gara 4).

In Gara 5, l’aumento di soluzioni sfruttabili partendo off the ball ha inserito Brunson rapidamente in partita senza mai uscirne, producendo una prova efficiente e molto produttiva. I suoi 39 punti suggeriscono il bisogno di ulteriori aggiustamenti da parte di coach Snyder, altrimenti la serie rischia di chiudersi ad Atlanta.

Il quintetto degli Hawks non funziona

Un dato osservabile in sede di presentazione della serie era il vantaggio atteso in termini di net rating del quintetto Hawks – formato da Alexander-Walker, McCollum, Daniels, Johnson e Okongwu – rispetto a quello dei Knicks.

Invece, Atlanta ha chiuso le prime 5 partite della serie con un net rating negativo del proprio miglior quintetto, con Gara 5 che ha evidenziato chiaramente i problemi strutturali.

La squadra non riesce a limitare Towns quando attacca palla in mano fuori dall’arco (pur avendolo destinato a Daniels in Gara 5) e, di contro, vede Johnson neutralizzato da Hart ma anche dalle ridotte opportunità in transizione concesse da New York.

Non a caso, l’apporto ondivago di Kuminga dalla panchina è andato di pari passo con i risultati: quando il suo impatto è stato positivo, gli Hawks hanno vinto; al contrario, hanno lasciato la vittoria ai Knicks.

Cosa possono fare gli Hawks?

Per forzare Gara 7, Atlanta deve correggere tutti questi aspetti, recenti e strutturali.

Recuperare i punti di Jalen Johnson e la sua capacità di arrivare al ferro appare la prima necessità, per tornare a correre e attaccare prima che la difesa dei Knicks si schieri.

Limitare McBride (che in Gara 5 si è limitato anche da solo) e tenere Bridges il più possibile fuori dalla produzione offensiva può aiutare coach Snyder a ridurre le difficoltà a rimbalzo.

Serve anche maggiore continuità da un Kuminga chiamato a essere più stabile, nonostante la sua naturale discontinuità.

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