Le palle perse di Shai non fermano OKC: “Mi fido dei miei compagni”

La difesa dei Lakers forza 7 palle perse a Shai Gilgeous-Alexander, ma non cambia il risultato: OKC vince agilmente gara 1

Shai Gilgeous-Alexander, stella degli Oklahoma City Thunder

Dopo il lungo riposo seguito al cappotto rifilato ai Suns, gli Oklahoma City Thunder tornano sul parquet senza aver perso un grammo della loro intensità. Nonostante una prima metà di gara leggermente sottotono, OKC ha cambiato marcia nel secondo tempo, schiantando i Lakers 108-90 e portandosi sull’1-0.

Se i Playoff contassero per la striscia di gare consecutive con almeno 20 punti, Gara 1 avrebbe segnato la fine di un dominio lungo 144 partite. SGA chiude con soli 17 punti ma a fare la differenza è il suo approccio mentale e le sue letture offensive con cui si è districato dai raddoppi della difesa dei Lakers.

Molti difensori su di me significa che molti compagni sono liberi. Mi fido di loro

Shai Gilgeous-Alexander

Nonostante le 7 palle perse figlie dei raddoppi sistematici, la sua disponibilità a scaricare il pallone ha aperto il campo per i tiratori. Infatti mentre Shai attirava raddoppi, il resto del gruppo ha dimostrato perché queste Thunder hanno numerose risorse su cui fare affidamento: Chet Holmgren è stato dominante con una doppia doppia da 24 punti e 12 rimbalzi.

Ajay Mitchell, partito in quintetto, si è mostro solido con 18 punti a referto e Jared McCain chirurgo dall’arco con 4 triple e 12 punti complessivi.

La difesa dei Thunder blocca i Lakers

Come sempre, è nella propria metà campo che OKC costruisce le vittorie. La difesa dei Thunder ha costretto i Lakers a 17 palle perse e a un misero 42% al tiro. Emblematico il calvario di Austin Reaves, limitato a soli 8 punti con un terribile 3/16 dal campo. Una Gara 1 da dimenticare per la guardia di coach JJ Redick, che con quel 18.8% dal campo, il più basso per un gialloviola in una Gara 1, entra nella storia della franchigia dalla porta sbagliata.

Non sono bastati i 27 punti di un LeBron James partito forte: senza il supporto del supporting cast, i Lakers hanno ceduto sotto i colpi di una squadra che corre al doppio della velocità ed è comunque (quasi) sempre più lucida.

Anche a 41, LeBron è stato comunque il migliore in campo finendo con 12/17 dal campo e sfiorando il 78% di True Shooting. All’attacco dei Lakers però manca Luka Doncic (33.5 punti con il 46% dal campo e il 36% da oltre l’arco), che molto probabilmente sarà fuori anche per il resto della serie.

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