Holmgren distrugge i Lakers, Daigneault: “Non c’è nulla che non possa fare”
Chet Holmgren guida Oklahoma City Thunder alla vittoria in Gara 2 contro i Lakers con 22 punti e una prestazione difensiva di altissimo livello. Daigneault lo esalta
I Thunder continuano a mandare messaggi fortissimi al resto della NBA. In Gara 2 contro i Los Angeles Lakers, Oklahoma City ha dimostrato ancora una volta di avere tante soluzioni e soprattutto un gruppo capace di reagire anche nei momenti più complicati.
Dopo un primo tempo chiuso sotto di un punto e con Shai Gilgeous-Alexander costretto a lasciare il parquet nel terzo quarto, ci ha pensato Chet Holmgren a prendersi completamente la partita.
Il lungo dei Thunder ha chiuso con 22 punti, 9 rimbalzi, 4 recuperi, 2 stoppate e 3 assist, dominando sia in attacco che in difesa. Numeri pesanti, ma che raccontano solo una parte dell’impatto avuto dal classe 2002 nella vittoria per 125-107.
La cosa che ha colpito di più è stata la maturità mostrata nei momenti chiave. Con i Lakers che provavano a rientrare e l’assenza del loro leader offensivo, Oklahoma City non ha perso lucidità. Anzi, ha completamente ribaltato l’inerzia della sfida.
Nel terzo periodo i Thunder hanno travolto LeBron James e compagni con un parziale di 32-15, trasformando lo svantaggio in un vantaggio in doppia cifra. Holmgren, Ajay Mitchell e Jared McCain hanno combinato da soli 23 punti nella frazione, facendo addirittura meglio dell’intera squadra dei Lakers.
Nel post partita è arrivato anche il grande elogio di coach Mark Daigneault, che non ha nascosto tutta la sua ammirazione per Holmgren:
È stato incredibile stasera. È sempre un vincente, ma oggi lo è stato ancora di più. Non c’è nulla che non possa fare. Quando le luci si accendono, lui dà il meglio di sé
Mark Daigneault
Parole forti, ma difficili da contestare guardando cosa è successo nel terzo quarto. Con SGA in panchina, OKC ha dominato 32-15 – ha praticamente superato da solo il punteggio totale dei Lakers in quel periodo.
OKC continua la sua marcia imbattuta nei playoff, confermando che questa non è una squadra che dipende da uno solo. Sei giocatori in doppia cifra, una difesa asfissiante e la capacità di non affogare anche quando le cose si complicano. I Lakers hanno ancora due gare in casa per riaprire la serie, ma adesso il compito sembra davvero in salita.