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James Harden decisivo nel finale: “Le critiche? Faccio quello che serve”

Dopo due partite complicate, James Harden risponde presente nel momento decisivo e guida Cleveland al successo contro i Pistons

Doveva essere la partita della risposta, e così è stato. Dopo due gare opache e tante critiche arrivate da ogni direzione, James Harden ha tirato fuori esperienza, sangue freddo e quel repertorio offensivo che per anni lo ha reso uno dei giocatori più difficili da contenere in NBA.

Nel momento più delicato della partita, il numero 13 dei Cleveland Cavaliers ha acceso il motore e trascinato la squadra al successo per 116-109 contro i Detroit Pistons in Gara 3 delle semifinali della Eastern Conference. Una vittoria fondamentale, perché permette ai Cavs di accorciare sul 2-1 nella serie dopo le due sconfitte iniziali.

La firma di Harden è arrivata tutta negli ultimi 90 secondi. Prima il classico step-back dalla media per ridare ossigeno a Cleveland, poi il floater nel traffico e infine la giocata simbolo della sua carriera: tripla step-back da oltre sette metri per chiudere definitivamente i conti. Sette punti consecutivi quando la partita pesava di più.

A fine gara Harden ha parlato con la tranquillità di chi sa perfettamente cosa serve in certi momenti:

Mi piace avere queste responsabilità. Quando arriva il mio momento cerco semplicemente di prendermi i miei spazi. È qualcosa su cui lavoro ogni giorno. Tutto nasce dalla ripetizione e dalla fiducia nei propri mezzi

James Harden

Per i Cavaliers è esattamente questo il motivo per cui hanno deciso di puntare su di lui alla trade deadline: affiancare a Donovan Mitchell un veterano capace di gestire pressione e possessi decisivi nei playoff. Mitchell, autore di 35 punti, non ha avuto problemi a lasciare il pallone nelle mani del compagno nel finale.

Perché lui è James Harden. Io sono quello che sono, lui è quello che è. È questo che ci rende così pericolosi

Donovan Mitchell

Le difficoltà delle prime due partite avevano alimentato parecchi dubbi. Harden aveva tirato con appena il 32% dal campo, sbagliando praticamente tutto da tre punti e accumulando più palle perse che canestri realizzati. Numeri che avevano riportato a galla le solite discussioni sulle sue prestazioni nei playoff.

Il coach dei Cavaliers, Kenny Atkinson, non ha nascosto la soddisfazione:

Questo è il James Harden che conosciamo da anni. Stasera avevamo bisogno esattamente di questa versione

Kenny Atkinson

Al di là dei 19 punti finali, sono stati soprattutto i tempi e il modo in cui sono arrivati a fare la differenza. Cleveland cercava lucidità, leadership e qualcuno capace di rallentare il caos del finale. Harden ha fatto tutto questo senza forzare troppo, scegliendo i momenti giusti per colpire.

E alle critiche? Harden sembra non dare troppo peso.

Le chiacchiere ci saranno sempre. Quando fai bene e quando fai male. Io penso solo a capire cosa serve alla squadra e fare tutto il possibile per vincere

James Harden

Nel finale restano le giocate, non le parole. E quelle di Harden, nel momento decisivo, hanno ridato vita ai Cavaliers e aperto di nuovo completamente questa serie.

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