Ayton è un problema per i Lakers, Redick: “Non posso farlo giocare”

OKC continua a dettare legge nella serie, Lakers sempre più in difficoltà. Redick sbotta dopo una serie di errori di Ayton nei momenti chiave

Deandre Ayton con la maglia dei Los Angeles Lakers

Gara 3 tra Lakers e Oklahoma City Thunder ha lasciato un’immagine difficile da dimenticare: JJ Redick che si volta verso lo staff tecnico con un’espressione di pura frustrazione:

Non posso farlo giocare

JJ Redick

Il destinatario del messaggio? Deandre Ayton. Il contesto? Un quarto periodo in cui il centro dei Lakers ha regalato rimbalzi offensivi agli avversari come se stessero giocando una partita estiva.

Tutto succede mentre i Lakers cercano disperatamente di restare in partita dopo l’ennesimo parziale devastante subìto nel terzo quarto. Ayton concede due rimbalzi offensivi consecutivi sulla stessa azione: prima Ajay Mitchell recupera un pallone vagante dopo un tiro sbagliato, poi Isaiah Hartenstein recupera un altro rimbalzo offensivo. Redick torna verso la panchina visibilmente furioso.

La parte incredibile? L’allenatore lo tiene comunque in campo per un’altra azione. Risultato prevedibile: un altro rimbalzo offensivo concesso, seguito da un fallo su Mitchell per un gioco da tre punti. Solo a quel punto Ayton viene finalmente sostituito.

Ai microfoni in una recente intervista, Redick ha scelto le parole con cura:

Sono vicino a DA da una stagione ormai. So quanto è speciale per il nostro gruppo. Gli ho detto stamattina – come gli ho detto anche nella serie con Houston – che in un certo momento è stato tra i principali motivi per cui stavamo vincendo. Credo in lui, e ci aiuterà a vincere gara 4

JJ Redick

Il problema che i Lakers non riescono a risolvere

Chet Holmgren e Isaiah Hartenstein hanno dominato il frontcourt dei Lakers per tutta la serie. Oklahoma City ha chiuso Gara 3 con 64 punti in area e 17 palle perse forzate agli avversari, controllando ogni situazione di palla vagante.

Il problema di Ayton, però, va oltre questa serie. Nel corso della sua carriera il talento non è mai stato in discussione: 213 cm, atletismo d’élite, tocco sopraffino sotto canestro. Ma continuità, intensità e fisicità nelle situazioni decisive continuano a mancargli nei momenti che contano davvero. È una storia che i tifosi NBA conoscono a memoria, e che si sta ripetendo nel momento peggiore.

Con la stagione dei Lakers sull’orlo del baratro e nessuna vittoria all’orizzonte, Redick dovrà trovare risposte rapidamente. E stando a quello che si è visto sabato sera, potrebbe trovarle altrove.

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