Smith e l’effetto LeBron James: “Ha reso tutti più ricchi”
Stephen A. Smith racconta quanto LeBron James abbia cambiato il mondo NBA anche fuori dal parquet: ascolti più alti, attenzione mediatica alle stelle e carriere decollate
Dopo anni di tensioni, Stephen A. Smith ha deciso di svuotare il sacco nel podcast Out The Mud. Al centro del discorso, il celebre scontro a bordo campo con LeBron James e le critiche sulla gestione della carriera di Bronny.
L’analista di ESPN si è lasciato andare a un racconto che mescola orgoglio professionale, etica giornalistica e un inaspettato tributo finale alla grandezza del 4 volte Campione NBA.
Il punto di rottura risale a una partita in diretta nazionale, quando LeBron si avvicinò a Smith durante il terzo quarto.
Mi è venuto addosso nel bel mezzo della partita. Non avevo modo di difendermi. Era la sera della firma del mio nuovo contratto, ero lì come ospite personale di Ari Emanuel e Larry David. Che accadesse una cosa del genere è stato davvero deplorevole
Stephen A. Smith
Il nodo Bronny: “Non puoi chiederci di non fare il nostro lavoro”
Il motivo dell’ira di LeBron riguardava le critiche di Smith al debutto di Bronny James in NBA. Ma Smith rivendica la sua correttezza:
Ho evitato di guardarlo al liceo per non giudicarlo. Ho pregato per lui quando ha avuto il problema al cuore. Ma quando lo metti in campo nel primo quarto contro Tyrese Maxey e non è pronto, stai superando il limite. Sei un genio del basket, devi sapere che lo stai mettendo in una posizione vulnerabile
Stephen A. Smith
Smith è stato categorico sulla funzione dei media, molti dei quali accusarono LeBron di nepotismo quando Bronny venne scelto alla 55a chiamata del Draft 2024.
Ci stai chiedendo di ignorare ciò che vediamo davanti a milioni di persone solo perché si tratta di te? Non te lo permetterò. Abbiamo un lavoro da fare
Stephen A. Smith
L’attacco nel “suo” territorio
A ferire Smith non è stato solo il confronto fisico, ma il fatto che LeBron sia apparso su ESPN (nel programma di Pat McAfee) per insultarlo.
Quello è il mio dominio, la rete per cui lavoro. Lì hai invaso il mio campo
Stephen A. Smith
Nonostante ciò, Smith ha rivelato di aver proposto a James di parlarne privatamente nel post-partita, ricevendo un netto rifiuto:
Gli dissi: ‘Andiamo nel retro a parlarne’. Lui rispose: ‘Col c**o’. E io ho lasciato perdere, non volevo fare scenate a bordo campo
Stephen A. Smith
Però Stephen A ammette: “LeBron ha reso tutti più ricchi”
Nonostante l’amarezza per l’accaduto, Smith ha chiuso l’intervento con un’onesta ammissione di stima, riconoscendo l’impatto di James sulla sua stessa carriera:
Non lo odio. Posso disapprovare ciò che fai senza detestare chi sei. LeBron è un ambasciatore d’élite che ha fatto miracoli per la NBA. Tutti ne abbiamo beneficiato, io incluso. Se non fosse per lui, chi può dire dove sarei oggi?
Stephen A. Smith
Smith ha poi continuato chiudendo il discorso:
Lui ha 41 anni, io 58. Ho l’obbligo professionale di apprezzare la sua grandezza. Quello che ha dato al gioco supera di gran lunga qualsiasi piccolo battibecco tra noi. Gli auguro solo il meglio
Stephen A. Smith
Smith chiude il capitolo più teso della sua carriera mediatica con un’ammissione di gratitudine che spiazza, considerando la contrarietà radicale che ha sempre dimostrato nei confronti del numero 23 dei Lakers.
Riconoscere che la propria fortuna professionale dipenda in parte dalla longevità di un atleta a cui non si rivolge la parola da anni è un atto di onestà intellettuale raro.