Perché Wembanyama non è stato sospeso dalla NBA?

Nessuna squalifica per Wembanyama: la lega ha valutato due fattori chiave prima di decidere che il francese potesse giocare Gara 5 contro i Timberwolves

Wembanyama Reid Playoff NBA

Il caso dell’espulsione di Victor Wembanyama nella gara 4 tra San Antonio Spurs e Minnesota Timberwolves ha fatto parecchio rumore. L’episodio è quello noto: gomitata al volto di Naz Reid, flagrant foul 2 ed espulsione immediata.

Sembrava potesse arrivare una squalifica o almeno una multa, ma alla fine l’NBA ha scelto una strada diversa: nessuna ulteriore punizione.

Non ci sarà alcuna ulteriore disciplina per Victor Wembanyama dopo l’espulsione per la gomitata a Naz Reid. Nessuna squalifica, nessuna multa. Wembanyama sarà in campo per gara 5

Shams Charania

I 2 fattori chiave della decisione NBA

La scelta dell’NBA non è arrivata a caso. Le motivazioni principali sono due:

1. La punizione è già stata scontata in partita

Wembanyama è stato espulso con un flagrant 2, quindi ha già saltato gran parte di gara 4. Per la lega questo conta come sanzione già applicata sul campo. In altre parole: il danno sportivo immediato è stato considerato sufficiente.

2. Nessun precedente disciplinare

Il secondo punto è forse quello decisivo: nessuna storia di scorrettezze precedenti. L’NBA ha valutato il gesto come un episodio isolato, non come parte di un comportamento ripetuto o aggressivo.

Le reazioni: NBA sotto pressione

La decisione non ha convinto tutti. Diversi volti noti dell’NBA hanno criticato duramente la possibile mancata squalifica.

Tra i più duri c’è stato Kendrick Perkins, che ha attaccato la lega in diretta:

Stai dicendo che il talento e lo spettacolo contano più della sicurezza dei giocatori? Se fosse successo qualcosa di più grave, cosa avremmo detto?

Kendrick Perkins

Anche Draymond Green ha voluto dire la sua sull’episodio, concentrandosi soprattutto sul tema della coerenza nei giudizi arbitrali e disciplinari della lega. Il suo intervento punta dritto sulla gestione dei falli nei momenti decisivi della stagione.

Queste sono giocate pericolose nei playoff. Se vuoi proteggere davvero i giocatori, devi essere coerente con le sanzioni, indipendentemente da chi commette il fallo

Draymond Green

Poi ha allargato il discorso al peso che hanno le stelle NBA nelle decisioni disciplinari.

Quando una stella come Wembanyama non riceve ulteriori punizioni, il messaggio che arriva è confuso. Le regole devono valere per tutti allo stesso modo

Draymond Green

Stephen A. Smith ha invece affrontato la questione da un punto di vista più ampio, legato all’immagine della NBA e alla credibilità delle sue decisioni. Il suo commento si è concentrato su cosa percepisce il pubblico quando la lega interviene in casi come questo.

L’NBA deve stare attenta al messaggio che sta mandando. Se inizi a fare eccezioni per le superstar, allora perdi credibilità quando parli di protezione dei giocatori

Stephen A. Smith

E ha poi insistito sul rischio di creare precedenti che possono pesare nel tempo.

Queste decisioni creano precedenti. E nei playoff, ogni precedente conta. La gente guarda e capisce subito cosa è accettabile e cosa non lo è

Stephen A. Smith

La decisione dell’NBA chiude il caso dal punto di vista disciplinare, ma di certo non spegne le polemiche. Adesso tutto si sposta sul campo: gara 5 promette una risposta forte, dentro e fuori dal parquet.

Leggi anche

Loading...