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NBA Playoff, Knicks-Cavs: due squadre simili ma una avanti nei fatti

Due squadre profonde e simili per struttura si affrontano in una serie equilibrata. I playoff fin qui giocati però indicano una favorita chiara

Il successo dei Cleveland Cavaliers sulla testa di serie numero uno dei Detroit Pistons ha regalato ai New York Knicks la possibilità di giocarsi le agognatissime Eastern Conference Finals con il vantaggio campo. Contemporaneamente, il fatto di esserci rappresenta un gigantesco sospiro di sollievo per la città di Cleveland, considerando gli anni in cui questo obiettivo è sfumato, tanto da presentare questa stagione come una sorta di ultima spiaggia.

Adesso, per il core capeggiato da Donovan Mitchell, Evan Mobley e Jarrett Allen, è giunto il momento di misurare “l’effetto che fa” trovarsi al penultimo atto stagionale, con il peso di ben 14 partite di postseason NBA disputate ad oggi.

I loro avversari, forti di 7 vittorie consecutive, sognano di allungare a 9 sfruttando l’entusiasmo del Madison Square Garden, ma attenzione ai cali di concentrazione: i Cavs hanno appena dimostrato di aver imparato a vincere in trasferta, eliminando i Pistons. Potrebbero non aver voglia di smettere.

Proviamo a capire in che modo questa serie potrebbe prospettarsi lunga, per due roster che appaiono similmente strutturati e quindi, in teoria, accoppiabili in modo sovrapponibile, aumentando le incertezze di previsione.

Il fattore Knicks: continuità, sistema e vantaggio campo

Tra l’altro, di quei 7 successi di cui parlavamo poc’anzi, 8 vittorie dei Knicks in questi playoff sono arrivate con un margine superiore ai 10 punti, e 4 di queste con un vantaggio di 29 o più punti. I segnali di dominio sono evidenti.

La svolta è avvenuta quando coach Brown ha deciso di aggiustarsi dopo essersi trovato sotto per 2-1 nella serie con gli Atlanta Hawks, utilizzando Karl-Anthony Towns da hub offensivo, ottenendo un giocatore da 17 punti, 10.6 rimbalzi, 6.6 assist e 48.3% da tre nei 28 minuti di impiego in questa postseason.

Si riparte da qui, in modo che Jalen Brunson possa gestire più finalizzazioni partendo off the ball e che nel sistema di blocchi e tagli creato Mikal Bridges possa continuare a funzionare offensivamente come avvenuto contro i Philadelphia 76ers.

Il suo apporto difensivo su Harden e Mitchell sarà centrale, mentre i Knicks non potranno permettersi i problemi in attacco che li hanno attanagliati nel primo turno, complice un avvio pessimo contro gli Hawks in contesti statici.

I Knicks hanno dimostrato di poter far affidamento su una panchina solida, con giocatori come McBride, e specialisti come Clarkson, Shamet e il potenzialmente preziosissimo Mitchell Robinson, che dovrebbe garantire un vantaggio a rimbalzo fondamentale nella serie.

Lo stato di salute di OG Anunoby sarà un’altra chiave decisiva per New York. Imperativo sfruttare il vantaggio campo per mettere pressione sugli avversari, che però hanno dimostrato di reggere la pressione, reduci da due serie concluse a gara 7.

Il piano partita dei Cleveland Cavaliers

I Cavaliers sono già passati da un avvio con due gare di svantaggio proprio contro Detroit, ribaltando tutto nella settima e decisiva sfida. Una partita in cui si è visto il fuoco negli occhi di Mobley, Mitchell e Allen.

Questo perché spesso i Cavs sono stati vittime di sé stessi, con blackout evidenti contro i Toronto Raptors, prima del colpo di reni decisivo contro i Pistons nel pivotal game di gara 5.

Coach Atkinson può contare su un gruppo di specialisti nel supporting cast: Strus, Ellis, Merrill, Schröder e Dean Wade, utili sia in difesa sia dall’arco.

L’ex Miami Heat completerà lo starting, lasciando spazio a diverse soluzioni offensive. La chiave della serie sarà l’ottimizzazione dei possessi, con la necessità di un Harden meno sprecone e più preciso.

È evidente che New York abbia un vantaggio a rimbalzo, anche se Cleveland può schierare un doppio lungo. La struttura però è meno profonda attorno ad Allen e Mobley.

Contro difensori come Bridges, Hart e McBride, vincere la battaglia dei possessi sarà complicato: i Cavs dovranno limitare le palle perse e costruire tiri da tre ad alta efficienza.

L’obiettivo è annullare lo svantaggio nei possessi, attaccando meglio e coinvolgendo spesso il pick and roll tra Brunson e Towns, con James Harden fondamentale nella gestione dei giochi a due.

Il pronostico

Nonostante le due squadre siano profonde e guidate da allenatori capaci di adattarsi, i Knicks sono apparsi più continui in questa postseason.

Il potenziale dei Cavaliers è alto quanto il talento del roster, ma serve maggiore continuità mentale e aggressività per provare a strappare una delle prime due gare al Garden.

Compito molto difficile, al punto che il pronostico più realistico resta quello di una serie chiusa dai Knicks in cinque, massimo sei partite.

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