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James Harden e i mille palleggi: il piano segreto dei Knicks

I Knicks hanno scelto di non togliere il pallone dalle mani di James Harden: più palleggi, più fatica. Così la squadra di Mike Brown ha indirizzato Gara 1 e colpito il Barba su entrambi i lati del campo

C’è un bersaglio preciso dietro il parziale shock di 30-8 con cui i New York Knicks hanno ribaltato 22 punti di svantaggio in meno di quattro minuti: James Harden.

In Gara 1 delle Finali di Conference, vinta da New York per 115-104 al supplementare contro i Cleveland Cavaliers, lo staff tecnico dei Knicks ha applicato una scelta strategica spietata e sistematica, isolando e attaccando il “Barba” in ogni singolo possesso difensivo per togliergli ossigeno e lucidità.

Il “segreto dei mille palleggi”: come sfinire il Barba

Coach Mike Brown ha spiegato la sua strategia direttamente ai microfoni del post gara:

Non è un segreto, stavamo attaccando Harden. A volte devi fare ciò che la partita richiede

Mike Brown

Dietro questa scelta c’era un vecchio dossier tattico che risale ai tempi delle storiche battaglie dei playoff contro i Golden State Warriors.

Vi svelo un segreto. Quando ero a Golden State, abbiamo affrontato Houston nei playoff. Contavamo i palleggi di James Harden e dicevamo ai nostri ragazzi: “Ehi, sta palleggiando quasi mille volte. Ora non lo fa più perché hanno Donovan Mitchell, ma all’epoca dicevamo: “Sta palleggiando quasi mille volte a partita”

Mike Brown

L’idea di fondo si basa su un aneddoto numerico ben preciso: nei playoff, James Harden arrivava a fare quasi mille palleggi a partita a causa del suo stile di gioco isolato, mentre stelle d’élite del movimento palla come Kevin Durant non superavano i 300.

La contromossa ideale, applicata alla perfezione dai Knicks, è stata quella di pressarlo a tutto campo e costringerlo a palleggiare continuamente con l’obiettivo di sfinirlo mentalmente e fisicamente per farlo crollare nei minuti decisivi della partita.

Il crollo di Harden e l’efficienza di Brunson

I numeri finali certificano il successo della trappola di New York. James Harden ha vissuto una notte da incubo, chiudendo con più palle perse (6) che canestri dal campo (5) e un misero 31% al tiro per 15 punti totali.

Di fatto, il “Barba” è apparso completamente esausto nel quarto quarto, diventando il mismatch perfetto per Jalen Brunson. La stella dei Knicks ha banchettato sui limiti difensivi di Harden, segnando 15 dei suoi 38 punti totali proprio nell’ultima frazione di gioco e dimostrando una freschezza atletica nettamente superiore.

La maledizione dei playoff continua

Per James Harden questa strabiliante rimonta subita rischia di essere l’ennesimo fantasma di una carriera post-season che sembra quasi stregata. Nonostante non abbia mai mancato l’appuntamento con i Playoff, l’ex MVP ha raggiunto le Finals una sola volta, nel lontano 2012 ai tempi di OKC.

Questa serie rappresenta la sua miglior chance degli ultimi otto anni per tornare a giocarsi l’anello, ma l’impatto con la durezza mentale dei Knicks ha subito evidenziato i suoi vecchi punti deboli.

I Cavaliers dovranno raccogliere i cocci in fretta, perché se la ricetta per disinnescare Harden è ormai di pubblico dominio, Gara 2 rischia di essere un altro calvario.

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