Loading

Shai Gilgeous-Alexander e i cori “flopper”: “Fa parte del gioco”

Simulazione o talento nel trovare il contatto? La polemica intorno a Shai Gilgeous-Alexander divide tifosi e addetti ai lavori: Reggie Miller prende le sue difese, ma il dibattito è tutt’altro che chiuso

Erano partiti malissimo. I primi 15 punti della partita li hanno segnati tutti gli Spurs, e per un momento sembrava che OKC stesse per pagare cara l’assenza di Jalen Williams. Invece no.

I Thunder hanno rimontato, controllato e alla fine vinto 123-108 in casa di San Antonio, portandosi sul 2-1 nelle Western Conference Finals NBA 2026. Una vittoria che racconta molto su quanto questa squadra sia profonda e difficile da sorprendere.

Capito che il quintetto iniziale stava soffrendo l’aggressività di San Antonio, Daigneault ha pescato rapidamente dalla panchina. Una scelta che si è rivelata decisiva.

Jared McCain è stato il primo a dare energia ai Thunder, chiudendo con 24 punti e confermando ancora una volta il suo impatto nei playoff. Al suo fianco hanno brillato anche Alex Caruso e soprattutto Jaylin Williams, autore di una prestazione che potrebbe essere passata leggermente in secondo piano rispetto a quella di McCain ma che si è rivelata fondamentale.

Williams ha chiuso con 18 punti e uno straordinario 5 su 6 dall’arco. Tra le sue giocate più importanti c’è stato anche un canestro da tre punti con fallo subito che ha spento definitivamente le speranze di rimonta degli Spurs nel finale.

Anche in una serata complicata al tiro, Shai Gilgeous-Alexander ha trovato il modo di lasciare il segno. Il due volte MVP in carica ha realizzato 26 punti, pur tirando con un non irresistibile 6 su 17 dal campo.

La sua capacità di leggere la difesa degli Spurs e coinvolgere i compagni (a differenza di Wembanyama) è stata però determinante. SGA ha infatti aggiunto 12 assist, punendo ogni raddoppio e sfruttando al massimo le occasioni create dall’attacco di Oklahoma City.

Intorno a lui ruota anche una polemica che si trascina da qualche partita: i tifosi degli Spurs lo hanno accolto con cori da “flopper”, accusandolo di cercare i falli in modo esagerato. La risposta di SGA è stata eloquente tanto in campo quanto fuori:

Non mi fa né caldo né freddo. Non mi carica, non mi abbatte. Fa parte del gioco. Ci convivo da un po’ e sinceramente non lo sento nemmeno

Shai Gilgeous-Alexander

A difenderlo ci ha pensato anche Reggie Miller prima della partita, smorzando le polemiche con una certa perentorietà:

Si parla molto del fatto che SGA cada spesso dopo i tiri. Io adoro tutto del suo gioco. Non si vincono due MVP consecutivi e non si segnano oltre 30 punti di media floppando. Non ogni azione è una simulazione

Reggie Miller

La serie è ancora apertissima. Gara 4 si gioca di nuovo a San Antonio (lunedì 26 maggio), e lì i Thunder dovranno fare i conti con una variabile storica: le prestazioni dei role player tendono a calare in trasferta durante i playoff, soprattutto quando hanno avuto una serata di grazia come quella di McCain e Jaylin Williams.

Leggi anche

Failed to load data