Popovich scuote gli Spurs: il discorso che cambia la serie contro OKC
Il discorso di Gregg Popovich dopo la sconfitta di Gara 3 contro i Thunder ha cambiato l’atteggiamento degli Spurs. San Antonio domina Gara 4 e riporta la serie sul 2-2
A volte non servono aggiustamenti tattici o rivoluzioni sul parquet. Basta una presenza. Basta una voce. Dopo il pesante ko incassato in Gara 3 contro gli Oklahoma City Thunder, i San Antonio Spurs hanno ritrovato sé stessi grazie a un intervento speciale di Gregg Popovich, tornato a farsi sentire in uno dei momenti più delicati della stagione.
Il risultato si è visto immediatamente. San Antonio ha dominato Gara 4 vincendo 103-82 e riportando la finale della Western Conference sul 2-2, ma dietro la prestazione di Victor Wembanyama e compagni c’è anche il peso delle parole dello storico allenatore.
Popovich è entrato nello spogliatoio al termine della sconfitta di Gara 3 per parlare direttamente alla squadra. Un episodio che non si era ancora verificato nel corso di questa stagione e che ha lasciato il segno.
È stata la prima volta che è entrato nello spogliatoio dicendo: ‘No, questa è una schifezza. Non è così che giochiamo a basket’. Ovviamente ci ha rivolto anche qualche parola piuttosto dura
De’Aaron Fox
La risposta degli Spurs dopo il richiamo di Popovich
La differenza tra Gara 3 e Gara 4 è stata evidente fin dal primo possesso. Gli Spurs sono scesi in campo con aggressività, energia e una durezza completamente diversa rispetto a quella mostrata pochi giorni prima.
L’obiettivo era chiaro: non limitarsi a reagire alla fisicità dei Thunder, ma imporre la propria presenza fin dall’inizio.
Fox ha spiegato come il gruppo avesse individuato il vero problema della sconfitta precedente non tanto nel risultato, quanto nell’atteggiamento mostrato.
Anche se avessimo perso Gara 4, volevamo almeno giocare nel modo giusto. Quello che ci aveva fatto male in Gara 3 era stato il modo in cui avevamo perso, più della sconfitta stessa
De’Aaron Fox
Wembanyama guida la carica
Naturalmente, quando gli Spurs hanno bisogno di una risposta, il primo nome è sempre quello di Victor Wembanyama.
La stella francese ha firmato 33 punti, 8 rimbalzi, 5 assist e 3 stoppate, prendendo immediatamente il controllo della partita. La sua aggressività offensiva è stata evidente sin dai primi minuti, con quattro conclusioni tentate nei primi tre minuti abbondanti di gioco.
A metà gara è arrivato anche il momento simbolo della serata: una tripla da circa 12 metri sulla sirena che ha infiammato il pubblico del Frost Bank Center.
Con il tipo di squadra che siamo, dobbiamo iniziare le partite in questo modo. Pensavo soltanto a segnare
Victor Wembanyama
Per il francese è arrivato anche un nuovo record di franchigia: con 324 punti ha superato Stephen Jackson per il maggior numero di punti segnati da un giocatore degli Spurs nei suoi primi playoff NBA.
L’eredità di Popovich continua a pesare
Anche se oggi non è più in panchina, l’influenza di Gregg Popovich continua a essere una presenza costante all’interno dell’organizzazione.
La reazione mostrata dagli Spurs in Gara 4 ne è la dimostrazione. San Antonio ha limitato Oklahoma City a una sola tripla realizzata nel primo tempo, ha difeso con grande intensità su Shai Gilgeous-Alexander e ha costruito rapidamente un vantaggio superiore ai venti punti.
Il discorso di Popovich non ha portato formule magiche. Ha semplicemente ricordato agli Spurs chi sono e quale identità devono avere nei momenti più complicati.