Knicks alle NBA Finals dopo 26 anni: “È qualcosa di magico”
I New York Knicks travolgono i Cleveland Cavaliers in Gara 4 e chiudono la serie sul 4-0. Per la franchigia è il ritorno alle NBA Finals dopo ben 26 anni
I New York Knicks continuano a stupire e lo fanno nel modo più rumoroso possibile. Ancora una volta in trasferta, ancora una volta davanti a un palazzetto che si svuota prima della sirena finale. Alla Rocket Arena di Cleveland, la squadra di Mike Brown ha dominato dall’inizio alla fine, imponendosi per 130-93 sui Cleveland Cavaliers e chiudendo la serie con un netto 4-0.
Per New York si tratta di un traguardo storico: le NBA Finals mancavano dal 1999. Ora i Knicks attendono di conoscere l’avversaria che uscirà dalla serie tra Oklahoma City Thunder e San Antonio Spurs, attualmente in perfetta parità sul 2-2.
Una squadra che vince con la forza del gruppo
La vittoria in Gara 4 non ha richiesto la miglior versione di Jalen Brunson, che ha chiuso con 15 punti e 5 assist in appena 31 minuti. Nonostante ciò, il leader dei Knicks è stato premiato come MVP delle finali della Eastern Conference.
La fiducia che questa organizzazione ha riposto in me è stata incredibile. È qualcosa che non do per scontato. Essere qui, in questa città e con questi compagni, è un onore. So che loro saranno sempre al mio fianco
Jalen Brunson
Accanto a Brunson, ancora una volta, ci sono stati Mikal Bridges e Josh Hart, amici e compagni già ai tempi di Villanova. Proprio Hart ha sottolineato uno degli aspetti che sta rendendo speciale questa squadra.
Non credo che sia scattato un interruttore all’improvviso. Sono semplicemente emerse le abitudini che stavamo costruendo. Questo è un gruppo estremamente altruista, disposto a sacrificare statistiche personali e riconoscimenti per il bene della squadra
Josh Hart
Una striscia che entra nella storia NBA
Se il ritorno alle Finals è già un risultato enorme, i numeri raccontano qualcosa di ancora più impressionante.
I Knicks sono nel pieno di una striscia di 11 vittorie consecutive e, in questo arco di partite, hanno rifilato agli avversari un complessivo +262 di differenziale punti. Nessuna squadra nella storia NBA, tra regular season e playoff, aveva mai fatto meglio in una sequenza di undici gare.
Un dato che supera persino i celebri Golden State Warriors del 2017 guidati da Stephen Curry e Kevin Durant e i Los Angeles Lakers del 2001 di Shaquille O’Neal e Kobe Bryant.
Dall’inizio di questa cavalcata, New York sta vincendo con uno scarto medio di quasi 24 punti a partita. Numeri da autentica corazzata.
Towns domina e guarda già avanti
Tra i protagonisti della serata c’è stato anche Karl-Anthony Towns, autore di 19 punti e 14 rimbalzi contro la coppia formata da Evan Mobley e Jarrett Allen. Per il lungo dei Knicks è la prima qualificazione alle Finals della carriera dopo diverse stagioni vissute da protagonista.
Towns si è concesso qualche istante per celebrare il momento, senza però perdere di vista l’obiettivo finale.
È qualcosa di magico, qualcosa di storico. New York aspettava questo momento da tantissimo tempo. I tifosi, le nostre famiglie e tutti noi abbiamo il diritto di goderci questa gioia
Karl-Anthony Towns
Poi è arrivato il messaggio che ha ricordato una celebre frase pronunciata da Kobe Bryant nel 2009:
Ma per noi giocatori il lavoro non è ancora finito
Karl-Anthony Towns
Il fattore Shamet e la svolta della stagione
Mike Brown ha individuato un momento preciso nella crescita della squadra: il ritorno di Landry Shamet in rotazione. Da quel momento i Knicks hanno cambiato marcia, chiudendo la regular season in crescendo e portando quella fiducia nei playoff.
Shamet sta vivendo probabilmente il miglior periodo della sua carriera al tiro da tre punti. Durante la striscia vincente sta viaggiando con il 64% dall’arco, una percentuale salita addirittura al 92% nelle finali di Conference. In Gara 4 ha chiuso con un perfetto 4 su 4.
È una sensazione fantastica. Me la godrò per un’ora e nei prossimi giorni, poi torneremo a lavorare
Landry Shamet
New York sogna il titolo che manca dal 1973
L’entusiasmo è ormai incontenibile nella Grande Mela. A bordo campo, durante gli ultimi minuti della partita, si sono radunate celebrità, dirigenti e tifosi illustri.
Dopo oltre mezzo secolo dall’ultimo anello e 26 anni dall’ultima apparizione alle Finals, i Knicks sono di nuovo lì. Questa volta, però, non sembrano accontentarsi del semplice ritorno sul grande palcoscenico.
E viste le prestazioni delle ultime settimane, nessuno a New York ha intenzione di smettere di sognare.