Haliburton sul flopping in NBA: “Viene insegnato ai giocatori”

Tyrese Haliburton parla del flopping nella NBA moderna e ammette che cercare falli viene ormai insegnato ai giocatori già durante la crescita cestistica

Tyrese Haliburton

Il tema del flopping in NBA continua a dividere tifosi, addetti ai lavori e giocatori. Stavolta a parlarne è stato Tyrese Haliburton, che durante una recente apparizione al Pat McAfee Show di ESPN ha ammesso senza troppi giri di parole che cercare il contatto e guadagnarsi falli è diventato parte integrante della formazione dei giocatori moderni.

La Point Guard degli Indiana Pacers ha commentato anche le recenti dichiarazioni del commissioner Adam Silver, che aveva parlato di come alcune dinamiche legate al flop vengano ormai insegnate ai giocatori già in giovane età.

Sì, certo che viene insegnato. Non credo sia tanto una cosa degli head coach, quanto dello sviluppo individuale dei giocatori. E succede già prima di arrivare in NBA, è qualcosa su cui lavori quasi naturalmente

Tyrese Haliburton

Haliburton ha poi spiegato come, nel basket di oggi, arrivare spesso in lunetta sia diventato uno degli aspetti fondamentali per trasformarsi in un realizzatore d’élite.

I migliori scorer sono quasi sempre quelli che tirano più liberi. È normale quindi che ci lavorino sopra. Anche nelle partite tra amici si prova a capire come ottenere falli. Fa parte del gioco

Tyrese Haliburton

Un concetto che fotografa bene l’evoluzione della lega. Prima il dominio del tiro dalla media, poi la rivoluzione del tiro da tre punti. Adesso invece una delle armi più decisive sembra essere la capacità di manipolare il contatto e guadagnarsi viaggi continui in lunetta.

Negli ultimi anni diversi campioni hanno portato questo aspetto all’estremo. James Harden, nel suo prime a Houston, aveva costruito un sistema praticamente impossibile da contenere grazie alla combinazione tra step back e capacità di ottenere falli.

Oggi invece il simbolo di questa nuova generazione è Shai Gilgeous-Alexander, MVP consecutivo e costantemente tra i giocatori con più tiri liberi tentati della lega, insieme a stelle come Giannis Antetokounmpo e Luka Doncic.

Secondo Haliburton, però, esiste una differenza tra enfatizzare un contatto e ingannare completamente gli arbitri.

Credo che gli arbitri NBA siano i migliori al mondo. Quando giochi nelle competizioni FIBA o alle Olimpiadi te ne rendi conto subito. Penso che più che fingere completamente, molti giocatori enfatizzino il contatto. Ma succede? Certo che succede, e se ne parla tranquillamente

Tyrese Haliburton

Il punto è proprio questo: il confine tra furbizia e spettacolo si sta facendo sempre più sottile. Da una parte c’è chi sostiene che ogni epoca abbia avuto giocatori capaci di sfruttare il regolamento a proprio vantaggio. Dall’altra, molti tifosi trovano frustrante vedere possessi offensivi costruiti più per cercare il fallo che per creare un tiro pulito.

Ed è qui che nasce il vero dibattito sulla NBA moderna. Cercare il contatto è sempre stato parte del gioco, ma insegnare ai giocatori a provocarlo in maniera innaturale rischia di togliere spontaneità e spettacolarità alle partite.

Resta però una domanda aperta: le critiche sono davvero giustificate?

Probabilmente no. Perché, alla fine, i giocatori fanno semplicemente ciò che il regolamento permette. Finché certe situazioni verranno fischiate, qualcuno continuerà inevitabilmente a sfruttarle.

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