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Il boom dei dati e dell’AI nella NBA 2025-26: come le franchigie usano la tecnologia per vincere

L’Intelligenza Artificiale è ormai arrivata anche nel mondo dello sport e del Basket e in NBA ha già rivoluzionato il modo di preparare partite e stagioni

La stagione NBA 2025-26 è quella in cui i dati hanno smesso di essere un affare riservato agli uffici delle franchigie. A ottobre 2025 la lega ha firmato un accordo pluriennale con Amazon Web Services che rende AWS il partner cloud e di intelligenza artificiale ufficiale della NBA e delle sue leghe affiliate, dalla WNBA alla G League. Il risultato pratico è una piattaforma chiamata NBA Inside the Game, che prende i dati di tracciamento dei giocatori e li trasforma in statistiche che prima restavano chiuse nei computer degli analisti. Per chi gioca al fantabasket o studia i tabellini, è un cambiamento concreto: arrivano numeri nuovi, e arrivano in diretta.

Il sistema di tracciamento analizza 29 punti del corpo di ogni giocatore e campiona quei dati 60 volte al secondo. Su questa base la NBA ha lanciato tre statistiche pubbliche durante la stagione: un tabellino difensivo che assegna il merito difensivo al singolo giocatore, una metrica di difficoltà del tiro che stima quanto era complicato ogni tentativo, e la cosiddetta gravità, che misura quanti difensori un attaccante attira su di sé. Più dati circolano, più conta sapere dove finiscono e chi può vederli: una raccolta così fitta di informazioni personali e biometriche apre questioni di sicurezza che il pubblico sportivo conosce poco. Su questo fronte il lavoro di Cybernews.com aiuta a capire come vengono protetti i dati legati allo sport e quali rischi corrono tifosi e atleti quando le piattaforme digitali maneggiano informazioni sensibili.

La tecnologia non si ferma alle statistiche. Anche l’arbitraggio sta passando in parte alle macchine. A maggio 2026 il commissioner Adam Silver ha annunciato che la lega adotterà un sistema automatico con telecamere intorno al campo per decidere i palloni che escono dal fondo e altre chiamate oggettive, lasciando agli arbitri umani i contatti e i falli. Come ha riportato Cybernews, l’obiettivo è togliere quella categoria di decisioni dalle mani degli arbitri e rendere il verdetto istantaneo, riducendo le interruzioni e le contestazioni con i coach’s challenge. L’annuncio è arrivato dopo un caso discusso in gara 5 della finale di Western Conference, quando un pallone uscito dopo aver toccato il piede di Chet Holmgren era stato assegnato erroneamente come palla persa di Victor Wembanyama.

cosa cambia per chi guarda e per chi gioca

Per il tifoso la differenza si vede già nelle trasmissioni e nell’app ufficiale. Le nuove metriche compaiono durante le dirette, comprese quelle su Prime Video, che dalla stagione 2025-26 ha avviato il suo accordo pluriennale per i diritti globali. Chi segue il fantabasket ha più materiale per le proprie scelte: capire chi difende davvero bene, non solo chi accumula stoppate, cambia il modo di valutare un giocatore. Su Dunkest questo tipo di lettura è già parte del gioco, e una guida utile è quella sui giocatori più sottovalutati, dove metriche come il Plus/Minus e il PER servono proprio a trovare valore dove gli altri non guardano.

Ecco le tre statistiche AI introdotte nella stagione e cosa misurano davvero.

StatisticaCosa misuraPerché interessa al tifoso
Tabellino difensivo (Defensive Box Score)Attribuisce l’impatto difensivo al singolo giocatore, riconoscendo chi marca ogni attaccantePremia i difensori che il tabellino classico ignorava
Difficoltà del tiro (xFG%)Stima la probabilità di realizzazione in base a posizione, movimento e pressione difensivaDistingue il tiratore fortunato da quello che segna canestri difficili
Gravità (Gravity)Misura quanti difensori un giocatore attira lontano dalla pallaSpiega il valore di chi crea spazio anche senza segnare

I dati provengono dalla piattaforma NBA Inside the Game, descritta in dettaglio nell’annuncio ufficiale della partnership tra NBA e AWS.

il rovescio della medaglia: dati, app e sicurezza

Tutta questa raccolta di informazioni riguarda anche i tifosi, non solo i giocatori in campo. Già nel 2023 la NBA aveva avvisato i propri fan di una violazione dei dati: nome e indirizzo email, custoditi presso un fornitore esterno, erano stati copiati da terzi, e la lega aveva segnalato un rischio maggiore di attacchi di phishing. Cybernews aveva documentato il caso, ricordando che i sistemi interni della NBA non erano stati compromessi ma che i dati di contatto bastano per costruire truffe credibili. La lezione resta valida nella stagione 2025-26: più piattaforme, app e servizi di streaming trattano i nostri dati, più diventa importante usare password diverse per ogni account e diffidare delle email che chiedono credenziali. Vale per chi gioca al fantabasket esattamente come per chi acquista biglietti o segue la lega online.

La NBA 2025-26 mostra entrambe le facce della stessa tecnologia. Da un lato statistiche più ricche, arbitraggio più rapido e trasmissioni più dettagliate. Dall’altro una quantità di dati personali che cresce a ogni partita e che qualcuno deve proteggere. Per il tifoso italiano la cosa migliore è sfruttare i numeri nuovi per godersi il gioco e tenere d’occhio, allo stesso tempo, i propri account.

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