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LeBron James sul GOAT: “Non scelgo nessuno sopra di me”

LeBron James torna sul dibattito GOAT e non usa mezzi termini: nel confronto con Jordan arrivano dichiarazioni destinate a far discutere

Mentre si avvicina ormai alle battute finali di una carriera leggendaria, LeBron James non ha alcuna intenzione di nascondersi dietro la finta modestia.

Intervistato dal Time per un lungo profilo monografico, il 4 volte Campione NBA ha affrontato direttamente l’eterno dibattito su chi sia il più grande giocatore di tutti i tempi (detto GOAT) tra lui e Michael Jordan, blindando la propria candidatura con una dichiarazione che lascia spazio a pochissime interpretazioni.

Io non scelgo nessuno sopra di me. Su questo non ci sono dubbi. Ma penso che Mike direbbe la stessa cosa. Pace all’anima sua, Kobe avrebbe detto lo stesso. E così Magic, Bird, Shaq, il grande Wilt o Kareem. Nessuno di noi sceglierebbe mai qualcun altro al posto proprio

LeBron James

Il suo ragionamento parte dal rispetto reciproco tra leggende, ma arriva a una conclusione molto netta.

Però vi dico una cosa: se ci fosse un General Manager sulla linea di fondo a guardarci tutti insieme per decidere a chi dare la scelta numero uno assoluta al Draft… beh, campione, sarebbe davvero dura non prendere me

LeBron James

Meno assolutista, invece, il suo parere quando si parla di impatto culturale globale, dove il Re riconosce l’intoccabilità del mito di Chicago:

Se lo chiedi a chi è cresciuto nell’era Jordan, ti dirà Jordan. Se lo chiedi a chi è cresciuto nella mia era… probabilmente ti dirà Jordan lo stesso. Ognuno ha la sua opinione. Io non ho mai guardato le scarpe di un altro dicendomi ‘merda, devo fare meglio di lui’. Il mio viaggio è il mio viaggio. So cosa ho portato sul tavolo a livello di basket, di ispirazione e di influenza sociale. Posso camminare a testa alta in qualsiasi stanza di questo pianeta

LeBron James

Che questo viaggio sia arrivato all’ultimo capitolo è ancora tutto da vedere. I rumors (tra i tanti c’è anche quello di una possibile firma con GSW) suggeriscono che questa estate il quattro volte MVPunrestricted free agent, chiederà il massimo contrattuale strappando ai Lakers 50 milioni in un contratto che includerebbe anche una player option per la stagione 2027/28 e una clausola no-trade.

Tutto dipende dalla testa. Dove va la mente, il corpo segue. Quando non sentirò più l’amore nel presentarmi all’arena cinque ore prima della partita per iniziare la preparazione, o quando non avrò più voglia di andare all’allenamento con due ore e mezza di anticipo, allora capirò che è finita. Perché a quel punto significherebbe iniziare a tradire il gioco

LeBron James

I numeri, d’altronde, hanno già ampiamente smesso di essere un problema: quattro titoli NBA, 22 convocazioni all’All-Star Game e lo scettro di miglior marcatore di tutti i tempi. LeBron ha giocato più partite, vinto più volte e segnato più di chiunque altro abbia mai indossato una canotta NBA. Ora resta solo da capire quando deciderà di scrivere la parola fine.

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