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Bridges celebra Brunson in diretta IG: “Costruite una statua a quel piccoletto”

Mikal Bridges scatenato su Instagram dopo il titolo di New York: Brunson è il GOAT e punzecchia Becky Hammon

Ci sono momenti in cui i freni inibitori saltano insieme ai tappi di champagne, e la sbornia per un titolo atteso 53 anni si trasforma nel più sincero degli editoriali a ruota libera. Chiedere per conferma a Mikal Bridges.

Nel bel mezzo dei festeggiamenti non-stop che stanno tenendo sveglia mezza Manhattan, l’ala dei New York Knicks si è concessa una diretta Instagram diventata istantaneamente di culto.

Nell’euforia per l’anello appena conquistato, Bridges ha toccato i temi caldi della cavalcata dei Knicks, trasformando una notte di baldoria in una serie di sentenze definitive sul valore di Jalen Brunson e sulle vecchie polemiche che hanno alimentato il fuoco dei neocampioni.

Il primo della lista, inevitabilmente, è stato l’MVP delle Finals. Secondo Bridges, Brunson ha fatto abbastanza da meritarsi un privilegio mai concesso a nessuna leggenda dei Knicks nella storia del Madison Square Garden:

JB. Il GOAT. Costruitegli una statua. Costruite una statua a quel piccoletto con la testa grande. Se lo merita tutto

Mikal Bridges

Ma lo show di Bridges è andato ben oltre le celebrazioni interne, ripescando dal cilindro una delle critiche più virali e controverse subite da Brunson nel recente passato: quella di Becky Hammon.

Nel dicembre 2023, l’attuale head coach delle Las Vegas Aces (ed ex assistente proprio a San Antonio) aveva dichiarato pubblicamente che un giocatore della taglia di Brunson non avrebbe mai potuto essere il “primo violino” in una squadra da titolo. La risposta di JB è arrivata sul campo, e Bridges ha voluto rendere onore alla rivale con un lessico decisamente colorito:

È una tipa tosta, apprezzo tantissimo quello che ha fatto, dico sul serio. Le sue parole sul fatto che non si potesse vincere con JB come primo violino perché troppo piccolo… beh, tutto questo non ha fatto altro che alimentare quel b*ardo. Io lo conosco bene. Lui non ve lo dirà mai, ma sapeva benissimo cosa avesse detto. Lo ha usato come benzina per andare in campo ed essere fottutamente grande. Detto questo, non mancate di rispetto a Becky, è una grandissima

Mikal Bridges

La diretta è stata il culmine di una maratona di festeggiamenti senza sosta. Solo due ore prima, alle nove del mattino, Bridges era apparso visibilmente provato (e probabilmente ancora sotto l’effetto dell’alcol) durante un’intervista al programma Today, scatenando le prese in giro degli inseparabili compagni di squadra della Villanova University. 

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Dicono che l’alcol tolga i filtri ed esalti la verità: se l’elogio a Brunson per la statua è un sentimento condiviso da tutta la tifoseria dei Knicks, restano i contorni di una festa totale in cui New York ha dimostrato che le critiche del passato sono state la pietra angolare su cui è stato costruito il trionfo del 2026.

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