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La NBA testa il “One Free Throw Rule”: la rivoluzione parte dalla Summer League

Meno tiri liberi, stesso punteggio: la NBA prova a velocizzare il gioco con una regola già rodata in G League. Ecco come funziona

La NBA è pronta a sperimentare una delle novità più radicali degli ultimi anni sul fronte regolamentare. Durante le prossime Summer League – California Classic, Salt Lake City e Las Vegas – la lega testerà il cosiddetto “one free throw rule”, una regola pensata per velocizzare il ritmo di gioco e ridurre le continue interruzioni ai tiri liberi.

Il funzionamento è semplice quanto rivoluzionario: ogni fallo che normalmente porterebbe a uno, due o tre tiri liberi secondo il regolamento tradizionale, verrà sostituito da un singolo tentativo dalla lunetta. Il punteggio, però, non cambia: quell’unico tiro varrà lo stesso totale di punti che sarebbero stati assegnati con i liberi classici. In pratica, se un giocatore viene fermato con fallo su un tiro da due, tirerà un solo libero che varrà due punti; se il fallo arriva su un tentativo da tre, il libero varrà tre punti.

Non si tratta di una regola sempre attiva per l’intera partita. Negli ultimi due minuti del quarto periodo e in tutto l’overtime, torneranno in vigore le regole standard sui tiri liberi, per mantenere l’equilibrio nei momenti decisivi delle sfide.

La regola non nasce dal nulla: la G League la utilizza già dalla stagione 2019-20 proprio per migliorare il ritmo di gioco, e i risultati sembrano aver convinto la NBA a provarla anche a un livello più alto. Non è un caso che la Summer League sia stata negli anni un vero e proprio laboratorio per i cambiamenti regolamentari: la coach’s challenge, la rimessa a 14 secondi dopo un rimbalzo offensivo e il tiro libero singolo per il fallo da transizione sono tutte novità nate proprio in questo contesto prima di approdare in NBA.

Tra i possibili beneficiari di un’eventuale adozione definitiva ci sarebbero giocatori come Giannis Antetokounmpo e Paolo Banchero, mentre giocatori come James Harden e Luka Doncic vedrebbero invece crollare i propri expected points. Non mancano però le perplessità di parte dei tifosi, secondo cui la nuova regola rischierebbe di premiare i tiratori meno precisi dalla lunetta.

Insieme alla “one free throw rule”, la NBA testerà anche un pallone con un sensore integrato, progettato per raccogliere dati utili a supportare gli arbitri, ad esempio nelle decisioni relative all’ultimo tocco prima che la palla esca dal campo. Secondo quanto assicurato dalla lega, il sensore non altera il peso, la sensazione al tatto o la giocabilità del pallone

Al momento non è ancora chiaro se la regola verrà poi effettivamente introdotta anche nella regular season NBA, ma il periodo di test in Summer League servirà a capire come si comporta in un contesto di gioco reale.

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