Il retroscena su Brunson che cambia la storia delle Finals
Jalen Brunson ha giocato le Finals con un dolore acuto al polso: l’operazione richiede un recupero di almeno un paio di mesi
Il sapore del primo Titolo NBA dopo 53 anni di digiuno è ancora fresco tra le strade di New York, ma per i campioni in carica la festa si è interrotta bruscamente davanti alla porta di una clinica medica. Jalen Brunson, il condottiero indiscusso della cavalcata trionfale dei New York Knicks, ha dovuto deporre l’anello e il trofeo di MVP delle Finals per sottoporsi a un delicato intervento chirurgico correttivo al polso e all’avambraccio sinistro.
L’annuncio, lanciato dall’insider di SNY Ian Begley e confermato dalle principali emittenti statunitensi, ha svelato un retroscena che trasforma l’epopea dei Playoff in qualcosa di leggendario: l’esterno mancino ha giocato l’intera serie finale contro i San Antonio Spurs convivendo con un dolore acuto e invalidante alla mano di tiro.
Mentre aiutava i Knicks a conquistare il titolo poche settimane fa, Brunson stava giocando nonostante un forte dolore al polso sinistro. Il giocatore si è operato e la franchigia non ha rilasciato tabelle di marcia rigide. Mi è stato riferito che il periodo di riabilitazione durerà almeno due mesi
Ian Begley
Il rendimento tenuto da Brunson nel corso delle 19 partite di post-season (chiuse con un record di 16-3 per i Knicks) assume oggi una rilevanza completamente diversa. Senza mai cercare alibi o rivelare il problema ai giornalisti, il numero 11 ha viaggiato a medie di 28.4 punti e 6.1 assist a partita, esplodendo con ben 45 punti nel decisivo match-5 contro gli Spurs che gli vale la reputazione di miglior Knick di sempre.
Il fatto che abbia stretto i denti in quel modo durante i playoff aggiunge un risvolto incredibile a questa storia. Il tempismo è corretto: operarsi a inizio luglio era l’unica mossa per averlo pronto a ottobre
Ian Begley
I tempi di recupero
La tabella di marcia clinica prevede lo stop completo da ogni attività cestistica per almeno otto settimane. Questo stop forzato altererà inevitabilmente la consueta offseason routine del giocatore, focalizzata storicamente sul lavoro individuale ad altissima intensità.
Sebbene lo staff medico confidi di riaverlo a disposizione in tempo per il training camp di fine settembre e per la notte della consegna degli anelli a ottobre, l’ambiente dei Knicks monitorerà con estrema prudenza i carichi di lavoro iniziali.
Con una Eastern Conference che si preannuncia agguerrita, tra il riassetto dei Philadelphia 76ers e la stabilità di Cleveland e Miami, la difesa del Titolo della squadra di Mike Brown passerà inevitabilmente dalla perfetta rigenerazione del motore della propria stella.