Le trade annullate nella storia della NBA

Dalle visite mediche non superate al veto della NBA: scopriamo le trade annullate più famose della storia della lega, da Chris Paul ai Lakers fino al caso Kawhi Leonard

USA TODAY Chris Paul Ejected Warriros Pacers

Una trade in NBA non si conclude quando viene annunciata da insider o giornalisti. Prima di diventare ufficiale, ogni scambio deve superare una serie di passaggi obbligati: l’approvazione della lega, la verifica della documentazione e, soprattutto, le visite mediche dei giocatori coinvolti.

Nel corso della storia, diverse operazioni destinate a cambiare il volto della lega sono saltate proprio ad un passo dall’andare in porto. L’ultimo episodio riguarda Kawhi Leonard, protagonista di una situazione atipica che ha riportato l’attenzione su un tema tanto raro quanto affascinante: quali sono state le trade saltate o annullate nella storia della lega?

Kawhi Leonard ai Raptors (2026)

Il caso più recente è diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto. La trade che avrebbe dovuto coinvolgere Kawhi Leonard ed i Toronto Raptors è infatti entrata in una fase di stallo non per problemi fisici né per questioni contrattuali, ma per le verifiche avviate dalla NBA sulla regolarità dell’operazione.

La franchigia canadese ha preferito attendere gli sviluppi dell’indagine prima di procedere alla finalizzazione dello scambio. Al momento, l’operazione non può essere considerata definitivamente cancellata, ma nemmeno completata, rivelandosi a tutti gli effetti un precedente particolare che dimostra come ci siano innumerevoli aspetti che possono influenzare il destino di una trade.

Mark Williams ai Lakers (2025)

Tra gli episodi più chiacchierati degli ultimi anni c’è quello che ha coinvolto Mark Williams ed i Los Angeles Lakers. Alla trade deadline del 2025, i Lakers avevano individuato nel lungo degli Charlotte Hornets il centro ideale per completare il roster costruito attorno a LeBron James ed il neo arrivato Luka Doncic. L’accordo prevedeva la cessione di Dalton Knecht, Cam Reddish, una scelta al primo turno e uno swap di seconde scelte.

Tutto definito fino al momento delle visite mediche, durante gli esami la franchigia californiana individuò alcune criticità legate alle condizioni fisiche del giocatore e decise di non concludere l’operazione. La trade venne annullata e tutti i giocatori coinvolti tornarono alle rispettive squadre. Per i Lakers fu un duro colpo sul piano tecnico, rimasti scoperti nel ruolo dopo l’addio di AD, mentre Charlotte si ritrovò con un giocatore che aveva già salutato la squadra e pronto ad accasarsi altrove.

Trevor Ariza agli Wizards (2018)

Tra le trade mai andate in porto, poche sono diventate leggendarie quanto quella che coinvolse Trevor Ariza nel dicembre 2018. L’ala dei Phoenix Suns era al centro di una trade a tre squadre con Washington Wizards e Memphis Grizzlies. L’accordo sembrava ormai definito: Ariza sarebbe approdato a Washington, Kelly Oubre Jr. avrebbe raggiunto Memphis, mentre Phoenix avrebbe ricevuto Austin Rivers, Wayne Selden e un giocatore dei Grizzlies identificato semplicemente come “Brooks”.

Fu proprio quel cognome a far deragliare l’operazione, i Suns erano convinti di ricevere Dillon Brooks, giovane ala al secondo anno e considerata una delle promesse di Memphis che, invece, avevano sempre previsto di cedere MarShon Brooks, veterano con un valore di mercato decisamente inferiore. Le due franchigie non avevano negoziato direttamente tra loro, ma avevano utilizzato Washington come intermediario, generando un clamoroso equivoco che portò all’annullamento di una trade che vide la luce pochi giorni più tardi, senza il coinvolgimento dei Grizzlies.

Chris Paul ai Lakers (2011)

Quando si parla di trade annullate, la più celebre è senz’altro quella che riguarda Chris Paul, con l’accordo già raggiunto nel Dicembre 2011 tra i Los Angeles Lakers e gli allora New Orleans Hornets all’interno di una trade a tre squadre. L’operazione avrebbe portato Paul Gasol ai Rockets e Lamar Odom, Luis Scola, Kevin Martin, Goran Dragic ed una prima scelta al draft 2012 agli Hornets.

La trade però, non venne mai ufficializzata poiché in quel momento la squadra adi New Orleans era temporaneamente controllata dalla NBA, che ne aveva assunto la proprietà dopo le difficoltà economiche della franchigia. Il commissioner David Stern decise di bloccare l’operazione, sostenendo che non fosse nell’interesse della squadra e pochi giorni dopo Chris Paul venne ceduto ai Los Angeles Clippers, contribuendo alla nascita dell’era della “Lob City”. I Lakers, invece, persero l’occasione di affiancare a Kobe Bryant uno dei migliori playmaker della sua generazione, modificando probabilmente il corso della storia recente.

Tyson Chandler a Oklahoma City (2009)

Nel 2009 gli Oklahoma City Thunder erano una squadra giovane e in piena costruzione con Kevin Durant, Russell Westbrook e Jeff Green che rappresentavano il nucleo del progetto, ma mancava ancora un centro difensivo capace di dare equilibrio al roster. La scelta ricadde su Tyson Chandler e l’accordo con i New Orleans Hornets sembrava definito, ma durante le visite mediche emersero dei dubbi a causa di alcuni problemi al dito del piede del lungo statunitense.

Il GM Sam Presti preferì non correre rischi e annullò la trade ma col senno di poi, Chandler riuscì a rilanciare la propria carriera fino a diventare il perno difensivo dei Dallas Mavericks campioni NBA nel 2011, vincendo anche il premio di Defensive Player of the Year nella stagione successiva. Per OKC rimane uno dei più grandi “what if” della propria storia.

Sean Elliott ai Rockets (1994)

Non tutte le visite mediche hanno soltanto un riscontro sul rendimento sportivo, nel 1994 Sean Elliott venne ceduto dai Detroit Pistons agli Houston Rockets. Durante gli esami clinici, però, i medici scoprirono un serio problema ai reni, di cui non si era a conoscenza in precedenza ed i Rockets decisero di annullare immediatamente la trade.

Quella che sembrava una delusione professionale si rivelò invece un passaggio fondamentale nella vita del giocatore, poiché qualche anno più tardi Elliott fu costretto a sottoporsi ad un trapianto di rene. Il giocatore riuscì poi incredibilmente a tornare in NBA, diventando il primo atleta nella storia della lega a disputare una partita dopo un trapianto d’organo.

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