Brunson meglio di Shai, Tucker: “Fa sempre la giocata giusta”
Titolo e premio di MVP delle Finals non lasciano dubbi: per P.J. Tucker, Brunson sposta gli equilibri più di Shai Gilgeous-Alexander
Nella complessa gerarchia delle superstelle della NBA, il confine tra un grandissimo giocatore e un vincente si misura nei momenti che contano. Ospite del podcast Club 520 insieme al suo ex compagno ai Bucks Jeff Teague, P.J. Tucker – che ha vestito la maglia dei New York Knicks nella sua ultima stagione nella lega (2024-25) – non ha avuto esitazioni quando gli è stato chiesto di scegliere tra Jalen Brunson e l’MVP della stagione regolare Shai Gilgeous-Alexander.
Pur riconoscendo la difficoltà del confronto, l’esperto 3-and-D ha incoronato senza mezzi termini il playmaker dei Knicks:
È una scelta difficile. Ma io ho giocato nei Knicks, quindi vado dritto con JB. Senza dubbio. È un giocatore decisivo come pochi nei momenti chiave, sembra uscito dalla pallacanestro degli anni ’90. La gente spesso non lo nota perché parla poco e non fa mai scene, ma quando sei in squadra con lui e ti siedi in panchina, sai già che palla in mano ce l’avrà lui
P.J. Tucker
L’investitura di Tucker non è solo una questione di simpatia o di passato recente in maglia gialloblù, ma trova pieno riscontro nei fatti. Brunson si trova oggi in cima al mondo della pallacanestro dopo aver guidato i Knicks alla conquista di uno storico anello che a New York mancava da 53 anni, condito dal titolo di MVP delle Finals e importunato da un infortuno al polso reso noto soltanto dopo la fine della stagione.
Farà sempre la giocata giusta, che debba tirare o scaricare. In questa lega ci sono tante stelle che nei minuti finali preferiscono passare la palla per paura di prendersi le responsabilità. JB si prende quel tiro ogni singola volta, che entri o che esca, con la stessa determinazione. Ed è una qualità merosissima
P.J. Tucker
Un confronto numerico sui playoff 2025-26 conferma la tesi di Tucker: Brunson ha viaggiato a 28.4 punti, 6.1 assist e 3.2 rimbalzi di media tirando con il 46.5% dal campo e il 36.3% da tre; SGA ha risposto con 27.6 punti, 7.9 assist e 2.9 rimbalzi con il 46.3% dal campo e un modesto 30.5% dall’arco.
Al di là dei soli assist, la stella di New York ha superato il collega in quasi ogni voce statistica, dimostrando un’efficienza superiore nel momento di massima pressione.
Ad aggiungersi al coro degli estimatori è stato anche Paolo Banchero. Intervistato da Stephen A. Smith, il leader degli Orlando Magic ha speso parole di profonda stima per l’ex compagno di squadra nella Nazionale americana ai Mondiali:
È un giocatore pazzesco, scende in campo ogni notte solo per vincere e questo è un aspetto che ammiro tantissimo. È un leader eccezionale e uno dei lavoratori più instancabili che abbia mai conosciuto. Non sono affatto sorpreso dalle sue prestazioni: penso che faccia bene a tutto il movimento veder vincere il titolo e l’MVP delle Finals a un ragazzo come lui
Paolo Banchero
Con questo anello, Brunson ha riscritto la storia dei Knicks e ha dato una sterzata decisiva alla propria carriera, inserendo il suo nome tra i candidati a un posto nella Naismith Memorial Hall of Fame.