Giannis: “Ho lasciato la mia comfort zone, spero di tornare ai Bucks”
Giannis Antetokounmpo racconta le emozioni dopo il trasferimento ai Miami Heat: il disagio iniziale, l’amore per Milwaukee e il desiderio di indossare ancora una volta la maglia dei Bucks
A poche settimane dalla clamorosa trade che lo ha portato ai Miami Heat, Giannis Antetokounmpo ha raccontato per la prima volta cosa sta vivendo lontano da Milwaukee. E la sua confessione sorprende: non si sente ancora a suo agio nella nuova realtà.
Intervistato nel podcast AnesTea di Anestis Evangelopoulos, il due volte MVP ha spiegato che il suo disagio non riguarda la città o la franchigia, ma il fatto di aver lasciato quella che per tredici anni è stata casa sua.
Sono felice di essere a Miami, ma non posso dire di sentirmi a mio agio. Andrò lì e darò il massimo, come ho sempre fatto in tutta la mia carriera. Spero che tutto vada per il meglio
Giannis Antetokounmpo
Giannis ha lasciato la sua comfort zone
Per anni sembrava scontato che Giannis Antetokounmpo avrebbe chiuso la carriera con i Milwaukee Bucks. Anche dopo il titolo NBA conquistato nel 2021, il greco non aveva mai realmente pensato di cambiare squadra.
Poi qualcosa è cambiato.
Dopo il titolo avrei potuto andarmene. Avrei potuto dire che avevo raggiunto tutti i miei obiettivi. Invece ero convinto che sarei rimasto a Milwaukee per tutta la carriera. Poi ho capito che ero nella mia comfort zone e volevo affrontare una nuova sfida
Giannis Antetokounmpo
Una scelta che, secondo Giannis, nasce soprattutto dalla voglia di rimettersi in discussione e non dalla necessità di cambiare ambiente.
L’amore per Milwaukee non cambierà mai
Nonostante oggi indossi la maglia degli Heat, il legame con Milwaukee resta fortissimo.
Amerò Milwaukee fino al giorno in cui morirò. Mi scorre nelle vene. È la città che mi ha reso quello che sono oggi e che ha sempre accolto e protetto la mia famiglia
Giannis Antetokounmpo
Il greco ha poi raccontato quanto fosse normale la sua quotidianità in Wisconsin.
Potevo andare al supermercato senza essere assalito. Le persone mi salutavano per strada, ma mi lasciavano vivere la mia vita. Tutto quello che ho vissuto lì resterà per sempre nel mio cuore
Giannis Antetokounmpo
Il sogno? Tornare ai Bucks prima del ritiro
La parte più emozionante dell’intervista riguarda però il futuro. Pur senza sapere quanto durerà la sua avventura in Florida, Giannis Antetokounmpo ha ammesso di avere un desiderio ben preciso.
Non so quando finirà il capitolo Miami, né se succederà davvero. Ma spero che, quando sarà il momento, Milwaukee mi voglia ancora. Mi piacerebbe tornare lì
Giannis Antetokounmpo
Non è la prima volta che il greco parla di un possibile ritorno ai Bucks, ma questa volta le sue parole confermano quanto il legame con la franchigia sia rimasto intatto anche dopo la separazione.
La paura di deludere Milwaukee… e quella di non conquistare Miami
Giannis ha confessato di aver avuto anche un altro timore prima della trade: sentirsi un traditore agli occhi dei tifosi dei Bucks.
Sì, avevo paura. Pensavo che la gente potesse dirmi: ‘Dopo tredici anni ci lasci? Ti abbiamo cresciuto, ti abbiamo amato’. Invece non è andata così. Ho percepito che molti volevano questo per me
Giannis Antetokounmpo
Ora, però, le preoccupazioni sono altre.
Temo di non integrarmi con la squadra, di non essere accolto dai tifosi o di non riuscire a vincere un titolo. Ma cerco di non pensarci troppo. Voglio arrivare preparato, restare in salute, aiutare compagni e allenatori, rispettare i tifosi di Miami e lasciare un segno nella comunità
Giannis Antetokounmpo
Il futuro è tutto da scrivere
Per il momento Giannis Antetokounmpo vuole concentrarsi esclusivamente sulla sua nuova avventura con i Miami Heat, squadra con cui punta ad aprire un nuovo ciclo vincente.
Il sogno di chiudere la carriera tornando ai Milwaukee Bucks resta vivo, ma oggi rappresenta soltanto un desiderio. Se l’esperienza a Miami dovesse trasformarsi in una lunga storia di successi e magari in un altro titolo NBA, è possibile che anche i piani del greco cambino.
Per adesso, però, una cosa è certa: Milwaukee resterà sempre casa sua, anche se il presente parla il linguaggio degli Heat.