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LeBron James ai 76ers: c’è un problema da risolvere

L’arrivo di LeBron James ha trasformato i 76ers in una delle squadre più talentuose della NBA, ma il nuovo quintetto con Embiid, Maxey e Brown presenta un grosso punto interrogativo

Sulla carta sembra quasi una squadra costruita per il fantabasket (Dunkest ovviamente). Tyrese Maxey, VJ Edgecombe, Jaylen Brown, LeBron James e Joel Embiid: un quintetto con talento, esperienza e abbastanza qualità per puntare direttamente al titolo NBA.

Ma proprio qui potrebbe nascondersi il primo grande problema dei Philadelphia 76ers. Perché aggiungere talento non significa automaticamente trovare il giusto equilibrio. Prima ancora di pensare agli schemi, coach Nick Nurse dovrà rispondere alla domanda più difficile: chi accetterà di avere meno pallone tra le mani?

Il nuovo quintetto dei Sixers non è formato da due superstar e tre giocatori pronti a fare il lavoro sporco. È composto da cinque giocatori abituati a creare, attaccare e chiudere possessi importanti.

Nella scorsa stagione il loro utilizzo offensivo racconta bene il problema:

  • Jaylen Brown: 36,1% di usage
  • Joel Embiid: 33,3%
  • Tyrese Maxey: 29,4%
  • LeBron James: 27,2%
  • VJ Edgecombe: 20,1%

Ovviamente questi numeri non possono essere semplicemente sommati, perché arrivano da squadre diverse, ma mostrano una cosa chiara: Philadelphia ha cinque giocatori abituati a essere protagonisti.

LeBron James non arriva ai 76ers per stare fermo nell’angolo

LeBron James ha accettato un contratto biennale da 8 milioni di dollari complessivi con un obiettivo, dichiarato, preciso: provare a vincere un altro titolo NBA.

Ma il fatto di aver rinunciato a tanti soldi non significa che sia pronto a trasformarsi in un semplice comprimario.

Non stiamo parlando di un veterano da utilizzare per pochi minuti aspettando qualche tiro aperto. Stiamo parlando di uno dei migliori giocatori della storia NBA, un giocatore che ha ancora bisogno del pallone per creare vantaggi.

Il punto sarà capire quanto sarà disposto a cambiare il suo gioco.

I 76ers probabilmente vinceranno tantissime partite grazie al talento individuale, ma ai playoff arriverà il vero test: quale delle cinque stelle sarà disposto a fare un passo indietro per tutta la postseason?

Jaylen Brown da prima opzione a quarta scelta offensiva?

Il caso più delicato potrebbe riguardare Jaylen Brown.

Dopo l’assenza di Jayson Tatum, Brown ha avuto finalmente il controllo totale dell’attacco dei Celtics, chiudendo una stagione da candidato MVP.

Il suo usage del 36.1% è stato uno dei più alti dell’intera NBA e gli ha permesso di attaccare continuamente: isolamenti, penetrazioni, post-up e possessi decisivi.

A Philadelphia, però, lo scenario cambia completamente.

Dopo essere stato cercato come possibile numero uno offensivo altrove, Brown potrebbe ritrovarsi addirittura come quarta opzione offensiva dietro Embiid, LeBron e Maxey.

Ridurre il suo utilizzo potrebbe renderlo più efficiente e permettergli di spendere più energie in difesa, ma allo stesso tempo rischia di togliere proprio ciò che ha reso speciale la sua ultima stagione.

Brown è devastante quando può attaccare gli spazi e punire i cambi difensivi, ma non è un giocatore che vive principalmente di movimento senza palla. Dovrà quindi trovare un nuovo equilibrio.

Embiid e Maxey non possono sparire dall’attacco

Il problema riguarda anche gli altri due pilastri della squadra.

Joel Embiid non può semplicemente trasformarsi in un centro che fa blocchi e aspetta palloni vicino al ferro e sugli scarichi. Embiid resta il miglior creatore di vantaggi interni della squadra e il giocatore che può mettere più pressione sulle difese avversarie.

Anche Tyrese Maxey dovrà mantenere un ruolo importante. La sua velocità è probabilmente l’arma più facile da spostare senza palla, ma trasformarlo in un semplice tiratore sugli scarichi sarebbe uno spreco. Maxey è uno dei migliori creatori dal palleggio della squadra.

VJ Edgecombe rischia di avere poco spazio per crescere

Tra le cinque stelle, VJ Edgecombe è quello con il minor utilizzo offensivo, ma anche lui ha bisogno di palloni per svilupparsi.

Il problema è che davanti a lui ci saranno quattro giocatori già affermati. Per questo Nick Nurse potrebbe essere costretto a gestire continuamente le rotazioni, evitando di lasciare tutti i protagonisti insieme per troppi minuti.

Altrimenti il rischio è evidente: avere un giocatore pagato tantissimo che finisce per guardare gli altri giocare.

Nick Nurse dovrà trovare un equilibrio perfetto

La soluzione più logica potrebbe essere quella di utilizzare LeBron come principale organizzatore offensivo.

James è probabilmente il giocatore più adatto per mettere insieme tutti gli altri:

  • può servire Embiid vicino al ferro;
  • può trovare Brown sui tagli;
  • può creare tiri aperti per Maxey.

Ma anche questa soluzione non elimina completamente il problema: LeBron avrebbe ancora la palla in mano mentre gli altri aspettano il proprio momento.

Per questo Nurse potrebbe essere costretto a separare spesso le sue stelle, magari utilizzando Brown o Embiid contro le seconde unità avversarie.

Il quintetto completo potrebbe funzionare nei momenti decisivi, ma difficilmente potrà giocare 35 minuti insieme senza creare qualche problema di gerarchie.

L’incognita più grande resta la salute di Joel Embiid

Il vero fattore che può cambiare tutto, però, non è tattico.

È la salute di Joel Embiid.

Il centro dei 76ers ha giocato soltanto 38 partite nella stagione 2025-26, dopo averne disputate appena 19 l’anno precedente. Con una storia di problemi al ginocchio e diversi interventi chirurgici alle spalle, Philadelphia non può dare per scontata una stagione da 70 partite.

Le alternative sono giovani e interessanti, ma nessuna può sostituire davvero Embiid. Adem Bona ha mostrato energia, difesa del ferro e atletismo, mentre Ariel Hukporti resta un progetto in crescita, ma nessuno dei due può replicare il suo impatto offensivo e difensivo.

Anche pensare a LeBron come centro small-ball per lunghi periodi sarebbe rischioso: a 41 anni la gestione fisica sarà fondamentale.

L’arrivo di LeBron ha alzato il tetto massimo della squadra. Ora Nick Nurse dovrà risolvere la parte più difficile: trasformare cinque grandi nomi in una vera squadra da titolo.

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