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Draymond Green punge Durant: “Pensava di essere sul suo account fake?”

Prima la battuta sui social, poi la spiegazione nel podcast. Draymond Green commenta le parole di Kevin Durant sui nuovi Philadelphia 76ers

Quando Kevin Durant ha definito i nuovi Philadelphia 76ers addirittura superiori, almeno sulla carta, ai leggendari Golden State Warriors del 2017, era inevitabile che prima o poi arrivasse una risposta. E quella risposta porta la firma di Draymond Green, uno dei protagonisti di quella dinastia che ha cambiato la storia della NBA.

Pensava di essere sul suo account fake?

Draymond Green

Un chiaro riferimento ai cosiddetti burner account, i profili secondari e anonimi che alcuni personaggi pubblici utilizzano per commentare sui social senza esporsi direttamente.

Anche Klay Thompson sembra aver voluto dire la sua. In una storia pubblicata su Instagram ha scritto:

Ehi amico, tutto bene?

Klay Thompson

Dopo aver scherzato sulla vicenda, però, Draymond Green ha provato anche a spiegare cosa, secondo lui, ci sia dietro al ragionamento di Durant.

Nel corso del suo podcast ha raccontato che l’ex compagno tende a valutare le squadre soprattutto in base al loro potenziale offensivo e al talento realizzativo, pur ribadendo di non condividere il paragone tra gli attuali 76ers e i Warriors del 2017.

KD sta semplicemente mostrando rispetto ai 76ers. Bisogna capire come vede il basket. Per lui questo gioco è, e sarà sempre, una questione di canestri. Per questo guarda soprattutto ai giocatori da 25 punti a partita

Draymond Green

Draymond, però, si è fermato lì. Quando il discorso è passato al paragone con i Warriors del 2016-17, la sua opinione è stata molto diversa.

Ha detto che questi Sixers sono migliori sulla carta dei Warriors del 2016-17. Su questo non riesco proprio a essere d’accordo e, sinceramente, non credo che il confronto funzioni

Draymond Green

Secondo Green, il paragone tra le due squadre va oltre il semplice talento offensivo.

I Warriors che accolsero Durant arrivavano da una stagione da 73 vittorie, avevano già conquistato un titolo NBA e possedevano un equilibrio quasi perfetto tra attacco, difesa, playmaking ed esperienza. L’arrivo di Durant trasformò una squadra già dominante in una delle più forti di sempre, capace di vincere due titoli consecutivi.

I nuovi 76ers, invece, mettono in campo un potenziale offensivo enorme con LeBron James, Jaylen Brown, Joel Embiid, Tyrese Maxey, V.J. Edgecombe e Anfernee Simons, ma presentano ancora diverse incognite.

Il gruppo è ricco di giovani senza esperienza ai massimi livelli, mentre giocatori chiave come Embiid convivono con uno storico di problemi fisici che rende difficile fare paragoni così importanti prima ancora di aver giocato una partita insieme.

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