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LeBron e Sixers, il calendario NBA fa discutere

Il calendario NBA 2026/27 sorride ai Sixers: pochi back-to-back, trasferte ridotte e 34 partite in TV. E c’è già chi tira in ballo l’arrivo di LeBron James

L’arrivo di LeBron James ai Philadelphia 76ers ha inevitabilmente cambiato la dimensione della franchigia. Più attenzione mediatica, più partite in TV e, a quanto pare, anche un calendario decisamente interessante. Dopo la pubblicazione del calendario NBA 2026/27, infatti, diversi tifosi hanno subito notato alcuni dettagli che stanno facendo discutere.

Philadelphia sarà una delle squadre più esposte della stagione, con 34 partite trasmesse a livello nazionale, ma soprattutto avrà il minor numero di back-to-back dell’intera NBA.

Una coincidenza? Non tutti ne sono convinti.

LeBron e Sixers, un calendario che fa discutere

A Philadelphia non potevano probabilmente chiedere molto di meglio. I Sixers avranno meno back-to-back di qualsiasi altra squadra NBA e anche il minor numero di situazioni con tre partite nell’arco di quattro giorni.

Due aspetti tutt’altro che secondari considerando la costruzione del roster.

LeBron James compirà 42 anni nel corso della stagione, mentre la gestione fisica di Joel Embiid continua a essere uno dei temi principali in casa Sixers. A loro si aggiungono Jaylen Brown e Tyrese Maxey, altri due giocatori fondamentali che negli ultimi anni non sono sempre riusciti a disputare una regular season completa.

Ridurre al minimo le partite ravvicinate potrebbe quindi diventare un vantaggio enorme per Philadelphia nella gestione delle energie durante le 82 gare.

E non finisce qui.

Niente trasferte a Ovest fino a Natale

C’è un altro dato che ha attirato parecchia attenzione: Philadelphia non giocherà una partita in trasferta contro una squadra della Western Conference fino alla 21esima gara della stagione.

In sostanza, niente lunghi viaggi attraverso gli Stati Uniti nella prima parte della regular season. Il primo vero appuntamento a Ovest arriverà addirittura per l’NBA Christmas Day, quando LeBron tornerà a Los Angeles per affrontare i Lakers e suo figlio Bronny.

Un calendario che permetterà quindi ai nuovi Sixers di avere diverse settimane per trovare ritmo, costruire gli equilibri e inserire LeBron nel nuovo sistema senza aggiungere immediatamente anche il peso dei lunghi viaggi.

Ed è proprio qui che sono iniziate le critiche. La domanda circolata tra tifosi e addetti ai lavori è piuttosto semplice: Philadelphia avrebbe ricevuto lo stesso trattamento se LeBron James non avesse firmato con i Sixers?

Impossibile avere una risposta, ma la combinazione tra pochi back-to-back, trasferte favorevoli e grandissima esposizione televisiva non è certamente passata inosservata.

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