Kanter Freedom-WNBA: “Io e Caitlin Clark come Kobe e Shaq”
La provocazione di Enes Kanter Freedom non si ferma: l’ex NBA sogna le Indiana Fever e una coppia con Caitlin Clark in stile Kobe-Shaq
Enes Kanter Freedom non si ferma più. Dopo aver annunciato la sua clamorosa candidatura al Draft WNBA, l’ex centro NBA ha rilanciato la provocazione toccando un nome pesantissimo: Caitlin Clark.
Ospite del podcast di Bruce Pearl, Freedom ha spiegato senza troppi giri di parole cosa vorrebbe fare una volta arrivato (teoricamente) in WNBA: giocare fianco a fianco con la stella degli Indiana Fever.
Penso che potrei fare un buon lavoro. Sono carico, sarebbe divertente. Soprattutto se venissi scelto da una squadra come Indiana. Potrebbero sicuramente aver bisogno di un lungo
Enes Kanter Freedom
Pearl, però, non ha perso occasione per stuzzicarlo, facendogli notare che con Clark in campo gli assist potrebbero scarseggiare:
Ma Caitlin non ti passerà la palla. Quella palla ormai la tira.
Enes Kanter Freedom
Un modo scherzoso per ricordare quanto la point guard delle Fever sia ormai una realizzatrice più che una passatrice.
Freedom, però, non si è scomposto e ha rilanciato ancora più in alto, tirando in ballo una delle coppie più leggendarie della storia NBA:
Ascolta, io e Caitlin saremmo i Kobe e Shaq moderni. Te lo dico
Enes Kanter Freedom
Il paragone con Kobe Bryant e Shaquille O’Neal
Il riferimento, neanche a dirlo, è ai due protagonisti della dinastia dei Los Angeles Lakers di inizio millennio, capaci di mettere in fila tre titoli consecutivi tra il 2000 e il 2002. Un paragone enorme, buttato lì con la solita ironia pungente che contraddistingue le uscite di Kanter Freedom.
E non è finita qui: l’ex giocatore si è spinto a immaginare pure la giocata perfetta con Clark:
Sto pensando a questa situazione: andiamo verso il canestro, Caitlin alza un alley-oop, io lo prendo e schiaccio. Poi io e Caitlin ci diamo una spallata per festeggiare, cosa che posso fare perché adesso sono una donna.
Enes Kanter Freedom
Una provocazione che va oltre il basket giocato
Ed è proprio questa battuta finale a svelare il vero senso dell’intera operazione. La candidatura dell’ex Knicks al Draft WNBA non ha nulla a che vedere con un reale ritorno al basket giocato: è un modo per accendere i riflettori sul dibattito riguardante i criteri di eleggibilità e l’identità di genere all’interno della lega femminile.
Non è un caso isolato, peraltro: anche un altro ex NBA, Royce White, ha lanciato un’iniziativa simile nelle scorse settimane, contribuendo ad alimentare una discussione che sta coinvolgendo sempre più giocatori, addetti ai lavori e media legati al mondo del basket.
La WNBA si ritrova così catapultata al centro di un confronto molto più ampio, che va ben oltre il campo da gioco. E Kanter Freedom, tra dichiarazioni sopra le righe e provocazioni studiate a tavolino, sembra tutt’altro che intenzionato a fare un passo indietro.