Il consiglio di Kobe Bryant che Djokovic non ha mai dimenticato
Djokovic ricorda una conversazione con Kobe Bryant che lo aiutò a cambiare mentalità. Un insegnamento fondamentale prima della storica stagione 2011
Per Novak Djokovic, la strada verso la leggenda e i suoi 24 titoli dello Slam non è stata una linea retta. Durante un intervento al podcast On Purpose, il fuoriclasse serbo ha ripercorso uno dei momenti più complessi della sua carriera: il triennio successivo alla prima vittoria agli Australian Open nel 2008, segnato da una dolorosa astinenza nei Major e dalla costante presenza di Roger Federer e Rafael Nadal a sbarrargli la strada nelle sfide decisive.
Ho passato un periodo di tre anni senza riuscire a vincere uno Slam. Vincevo anche tornei importanti, ma negli Slam non riuscivo a fare il salto. Quei due, Federer e Nadal, mi battevano praticamente in ogni grande partita. Ho cambiato racchetta, membri dello staff… ho provato di tutto per trovare la formula giusta. E in più avevo anche diversi problemi a livello fisico
Novak Djokovic
Per rompere quel muro, Djokovic ha rivoluzionato ogni singolo aspetto della sua vita, partendo dal cambio di racchetta e dello staff, fino ad arrivare alla celebre svolta alimentare con l’eliminazione di glutine, latticini e zuccheri raffinati per combattere le infiammazioni. Se la dieta ha rigenerato il suo corpo, per la svolta mentale è stato fondamentale un colloquio intimo con la leggenda della NBA Kobe Bryant.
La filosofia di Kobe: affrontare la sconfitta
Djokovic ha confessato a Kobe quanto odiasse rivedere i match persi o le sue prestazioni peggiori, ammettendo che guardare quegli errori gli provocava quasi dei crampi allo stomaco. La risposta del 5 volte Campione NBA è diventata la bussola per il suo rilancio:
Kobe mi disse: “Anche se si tratta soltanto di brevi momenti della partita che hai perso, devi assolutamente riguardarli e analizzarli. Devi affrontare quella sensazione di crampo allo stomaco, perché è proprio lì che impari dai tuoi errori e hai l’opportunità di correggerli in vista del torneo o della partita successiva”
Novak Djokovic
Applicando questo approccio analitico e spietato verso i propri limiti, Djokovic ha trasformato la rabbia in consapevolezza. Il risultato è stata la leggendaria stagione 2011: una striscia d’inbattibilità iniziale di oltre 40 partite, tre Slam conquistati e il primo posto nel ranking mondiale.
Odiavo guardarmi perdere, ma Kobe mi spiegò che proprio in quei momenti bui si nasconde la chiave per tornare a vincere. Non voltare le spalle al fallimento, analizzare le sconfitte è l’unico modo per non ripeterle. Quando confessai a Kobe di avere i crampi allo stomaco nel rivedermi giocare male, lui mi spiegò che era proprio quel disagio la chiave per crescere
Novak Djokovic
Oggi che il campione serbo sta vivendo un nuovo digiuno nei Major, che dura dal trionfo agli US Open 2023, e torna a Flushing Meadows con l’opportunità di centrare il 25° Slam (vista l’assenza di Sinner e un rientro di Alcaraz tra molti dubbi) le parole di Kobe Bryant tornano di straordinaria attualità.
A 39 anni, la capacità di Djokovic di guardare in faccia le sconfitte e riadattarsi rimane la sua arma più affilata per continuare a scrivere la storia.