McGrady sta con Durant: “Meglio l’MVP di un anello NBA”
Meglio un MVP o un Titolo NBA? Tracy McGrady condivide la posizione di Kevin Durant e spiega perché sceglierebbe il premio individuale
La discussione lanciata da Kevin Durant sul rapporto tra MVP e titolo NBA continua a far discutere, e stavolta un altro peso massimo si è schierato apertamente dalla sua parte: Tracy McGrady.
Durante una puntata di Cousins, il podcast che conduce insieme a Vince Carter, T-Mac è tornato sulle dichiarazioni fatte da Durant, secondo cui vincere l’MVP avrebbe più valore rispetto a un Titolo NBA. E McGrady non ha avuto bisogno di pensarci troppo prima di dire la sua:
Certo che sì, perché non dovrebbe? L’MVP della Regular Season vale più di un Titolo. Il Titolo riguarda tutta la squadra: ci sono i giocatori, la proprietà, il management, c’è tutto questo dietro alla vittoria di un campionato. L’MVP? Quello sei tu che hai fatto il lavoro
Tracy McGrady
“L’MVP è individuale, il Titolo è un risultato collettivo”
Per spiegare meglio il suo punto di vista, McGrady ha fatto una domanda semplice ma efficace a Vince Carter: chi si ricorda il decimo o l’undicesimo giocatore delle grandi dinastie NBA? Carter, lì per lì, non è riuscito a fare un nome – ed è proprio da qui che T-Mac ha costruito tutto il suo ragionamento.
Un anello finisce al dito di ogni giocatore della squadra, indipendentemente dal minutaggio o dal peso avuto in stagione, mentre di MVP ce n’è uno solo.
Giochi lo stesso calendario, le stesse 82 partite, affronti le stesse squadre tre o quattro volte, alcune magari due. Quindi sì, scelgo l’MVP. Vincere un Titolo è qualcosa di collettivo, l’MVP è individuale
Tracy McGrady
Un’opinione che fa ancora più rumore se si guarda alla carriera dello stesso McGrady: mai un Titolo, mai un MVP, eppure una carriera da Hall of Fame costruita quasi interamente sul valore individuale — sette All-Star, sette All-NBA, due titoli di miglior realizzatore e il premio di Most Improved Player nel 2001, fino all’ingresso in Hall of Fame nel 2017.
Da dove nasce il dibattito
Tutto è partito da Kevin Durant, ospite del podcast di Fred VanVleet. Il discorso era nato confrontando James Harden e Dwyane Wade tra le migliori guardie di sempre, e KD ne aveva approfittato per spiegare perché, secondo lui, un MVP può pesare più di un anello nel valutare la carriera di un giocatore:
Di MVP ce n’è uno all’anno. Non me ne frega niente di quello che dice la gente: l’anello è incredibile, è un momento fantastico ed è un grande risultato di squadra. Ma dai, tutti vogliono essere MVP
Kevin Durant
Durant aveva poi chiarito il concetto:
Se ci fosse un MVP per ogni squadra allora potrei dire: “Ok, datemi l’anello”. Ma di MVP ce n’è soltanto uno. Quando si parla di vincere un Titolo ci sono tante cose che non puoi controllare. Per l’MVP, invece, hai un po’ più di controllo nelle tue mani
Kevin Durant
Né Durant né McGrady vogliono sminuire il valore di un Titolo NBA. Il punto è un altro: quanto deve pesare un successo di squadra quando si confrontano due giocatori a livello individuale? Un anello può dipendere dai compagni, dagli infortuni, dalla costruzione del roster, dalle scelte della dirigenza, persino dal momento storico in cui un giocatore si trova a competere. Per l’MVP, invece, devi essere scelto come il miglior giocatore dell’intera Regular Season – punto.
Una discussione che probabilmente non avrà mai una risposta definitiva: meglio essere stato il miglior giocatore della NBA per almeno una stagione, o avere un anello al dito? Per Durant e McGrady, almeno su questo, i dubbi sembrano pochi.