Caso Leonard-Clippers: cronistoria dello scandalo che ha scosso la NBA

Dall’accordo sospetto con Aspiration alla durissima sentenza della NBA: ripercorriamo il caso Kawhi Leonard-Clippers, costato alla franchigia cinque prime scelte, 30 milioni di multa e la sospensione di Steve Ballmer

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La NBA ha emesso la sentenza più pesante degli ultimi 25 anni: cinque prime scelte al Draft tolte ai Los Angeles Clippers e 30 milioni di dollari di multa. Dietro questa punizione c’è una storia lunga cinque anni, che parte da un investimento di Steve Ballmer e arriva fino a un vero e proprio “pattern of misconduct” contestato alla franchigia.

Ricostruiamo tutti i passaggi del caso Kawhi Leonard-Clippers, dal contratto con Aspiration fino alla stangata NBA del 2 settembre 2026.

Caso Leonard-Clippers: la cronistoria completa

Settembre 2021 – Ballmer investe 50 milioni in Aspiration

Tutto comincia ben prima che esista un “caso Kawhi Leonard”. Nel settembre 2021 Steve Ballmer investe circa 50 milioni di dollari in Aspiration, società finanziaria legata alla sostenibilità. Poco dopo, Aspiration diventa anche partner commerciale dei Los Angeles Clippers attraverso un accordo dal valore complessivo dichiarato di circa 300 milioni di dollari.

Un rapporto che, quattro anni più tardi, finirà inevitabilmente al centro dell’indagine NBA.

2022 – Kawhi firma l’accordo da 28 milioni

Nel 2022 anche Kawhi Leonard entra in affari con Aspiration, firmando un contratto di endorsement dal valore complessivo di 28 milioni di dollari.

Leonard ne avrebbe effettivamente ricevuti circa 21, ma sarà soprattutto la natura dell’accordo a creare sospetti: a fronte di un compenso enorme, Kawhi avrebbe avuto obblighi promozionali estremamente limitati.

È il famoso accordo che, una volta scoppiato il caso, verrà descritto come una sorta di “no-show job”.

2023-2025 – Aspiration entra in crisi

Nel marzo 2025 il cofondatore Joseph Sanberg viene arrestato nell’ambito di un’inchiesta per frode e poco dopo la società presenta istanza di fallimento. Sanberg verrà successivamente condannato a 14 anni di carcere per una frode da oltre 248 milioni di dollari.

È proprio il collasso della società a portare alla luce documenti e rapporti finanziari destinati a far partire una storia molto più grande.

3 settembre 2025 – L’inchiesta che fa esplodere il caso

Il caso diventa pubblico quando il giornalista Pablo Torre pubblica un’inchiesta sull’accordo tra Leonard e Aspiration.

L’ipotesi è pesantissima: quei 28 milioni di dollari potrebbero essere stati utilizzati per garantire a Leonard un compenso aggiuntivo rispetto al contratto NBA, aggirando così le regole del salary cap.

Un ex dipendente di Aspiration sostiene che l’operazione fosse stata strutturata proprio con questo obiettivo. La NBA apre immediatamente un’indagine.

4 settembre 2025 – Spunta un secondo accordo

Ventiquattro ore dopo emerge un altro dettaglio. Oltre ai 28 milioni, Leonard avrebbe avuto anche un secondo accordo collegato ad Aspiration dal valore di circa 20 milioni di dollari in azioni.

Steve Ballmer respinge ogni accusa. Ammette che i Clippers avevano presentato Aspiration a Leonard, ma sostiene di non essere stato coinvolto nelle successive trattative.

Il proprietario dei Clippers si presenta anzi come una delle vittime della società:

Mi hanno truffato

Steve Ballmer

Autunno 2025 – La NBA affida il caso a Wachtell Lipton

L’indagine viene affidata allo studio legale indipendente Wachtell, Lipton, Rosen & Katz, chiamato a ricostruire i rapporti economici tra Leonard, i Clippers, Aspiration e le altre società coinvolte.

Ed è proprio durante questa fase che l’inchiesta inizia ad allargarsi.

2025-2026 – L’indagine va oltre Aspiration

Il caso smette progressivamente di riguardare solamente il famoso accordo da 28 milioni. Gli investigatori analizzano anche i rapporti di Leonard con Boingo Wireless, Daktronics e Lockton Insurance, tutte aziende che contemporaneamente intrattenevano rapporti commerciali con i Clippers.

Non si tratta più soltanto di capire se Ballmer abbia fatto arrivare indirettamente dei soldi a Leonard attraverso Aspiration, ma se i Clippers abbiano utilizzato i propri partner commerciali per creare opportunità economiche aggiuntive per il giocatore.

Agosto 2026 – Sembra arrivare una svolta per i Clippers

Dopo quasi un anno di indagini sembra arrivare una notizia positiva per Los Angeles. Viene riportato che gli investigatori non avrebbero trovato prove sufficienti per dimostrare che Steve Ballmer avesse direttamente utilizzato Aspiration o altri sponsor per trasferire denaro a Leonard.

Per qualche ora sembra quasi che il caso possa chiudersi senza conseguenze devastanti. La reazione della NBA, però, cambia completamente la percezione della vicenda: la lega definisce quelle ricostruzioni caratterizzate da “numerose e significative inesattezze”.

Un segnale piuttosto chiaro che l’indagine aveva prodotto conclusioni molto diverse.

2 settembre 2026 – La NBA condanna Clippers e Leonard

Arriva la sentenza.

Secondo la NBA, i Los Angeles Clippers hanno violato le regole contro l’aggiramento del salary cap, mettendo in atto un vero e proprio “pattern of misconduct”.

La lega sostiene che la franchigia abbia creato e facilitato opportunità economiche per Leonard presso Aspiration, Boingo Wireless, Daktronics e Lockton Insurance, arrivando in alcuni casi a incentivare queste aziende a raggiungere accordi con il giocatore attraverso rapporti commerciali con i Clippers.

Secondo l’indagine, la squadra avrebbe inoltre pagato alcune spese personali di Leonard e dei suoi rappresentanti. Nel mirino finisce anche Dennis Robertson, zio ed ex business manager di Kawhi, accusato di aver fatto pressione sui Clippers affinché procurassero al giocatore ulteriori opportunità economiche.

2 settembre 2026 – La stangata: cinque prime scelte e 30 milioni

Le conseguenze sono pesantissime:

  • Cinque prime scelte al Draft tolte ai Clippers, dal 2029 al 2033
  • Multa da 30 milioni di dollari alla franchigia
  • Steve Ballmer sospeso per un anno
  • Gillian Zucker (president of business operations) sospesa per un anno
  • Lawrence Frank (president of basketball operations) sospeso per sei mesi
  • Cinque anni di monitoraggio e compliance NBA sui Clippers
  • Kawhi Leonard: nessuna sospensione, nessun annullamento del contratto, ma una multa di 700.000 dollari
  • Dennis Robertson: escluso per cinque anni da qualsiasi rapporto professionale con squadre NBA

La NBA toglie ai Clippers cinque prime scelte consecutive al Draft, dal 2029 al 2033, e infligge alla franchigia una multa da 30 milioni di dollari.

Steve Ballmer viene sospeso per un anno, la president of business operations Gillian Zucker per un anno e il president of basketball operations Lawrence Frank per sei mesi.

I Clippers saranno inoltre sottoposti per cinque anni a un programma di monitoraggio e compliance della NBA.

Per Leonard, invece, niente sospensione e soprattutto nessun annullamento del contratto. Kawhi Leonard dovrà versare 700.000 dollari, mentre Dennis Robertson viene escluso per cinque anni da qualsiasi rapporto professionale con squadre NBA e relative affiliate.

L’integrità e il rispetto per questo gioco sono valori fondamentali per me. Mi assumo pienamente la responsabilità per gli errori di giudizio commessi da persone della mia cerchia più stretta e mi dispiace per le distrazioni che questa situazione ha causato ai tifosi e alla mia famiglia

Kawhi Leonard

2 settembre 2026 – I Clippers rispondono duramente alla NBA

I Clippers dichiarano di “respingere con forza” le conclusioni della NBA, accusando l’indagine di essere fortemente parziale e orientata verso una conclusione già stabilita.

Respingiamo con fermezza le conclusioni della NBA, che sono il risultato di un’indagine fortemente faziosa, condotta con l’obiettivo di giustificare una narrativa già prestabilita piuttosto che basarsi sui fatti e sulle prove. Quello che la lega ci ha comunicato privatamente è diverso da quanto annunciato oggi pubblicamente e riteniamo che non abbia rispettato gli standard di equità e accuratezza fissati dal Commissioner Silver all’inizio di questa indagine

Los Angeles Clippers

La franchigia sostiene anche che quanto comunicato privatamente dalla NBA durante l’indagine sarebbe differente rispetto alle conclusioni rese pubbliche. Los Angeles annuncia quindi l’intenzione di contestare le conclusioni e le sanzioni attraverso ogni strada disponibile, puntando sull’arbitrato.

Nell’ultimo anno abbiamo collaborato pienamente e in buona fede e adesso lotteremo con la stessa determinazione per dimostrare la nostra innocenza. Intendiamo contestare con forza queste conclusioni e le relative sanzioni attraverso ogni strada a nostra disposizione e confidiamo in un processo arbitrale etico e imparziale

Los Angeles Clippers

La sentenza è arrivata. Il caso, almeno dal punto di vista dello scontro tra Clippers e NBA, potrebbe non essere ancora finito.

Cosa contesta davvero la NBA ai Clippers?

Questo è probabilmente il punto più importante per comprendere l’intera vicenda. La NBA non ha semplicemente stabilito che Steve Ballmer abbia dato 28 milioni di dollari sottobanco a Kawhi Leonard attraverso Aspiration.

Secondo l’indagine, i Clippers avrebbero sfruttato in più occasioni il proprio peso e i propri rapporti commerciali per creare o facilitare opportunità economiche destinate a Leonard, oltrepassando il confine tra normali sponsorizzazioni di un giocatore NBA e compensi collegati indirettamente al rapporto con la franchigia.

Ed è proprio per questo che nell’indagine compaiono quattro differenti aziende e non soltanto Aspiration. In altre parole, per la NBA non si sarebbe trattato di una singola operazione sospetta, ma di un sistema ripetuto nel tempo.

Perché la punizione è così pesante?

Cinque prime scelte consecutive significano colpire i Clippers non soltanto oggi, ma potenzialmente per buona parte del prossimo decennio.

Il precedente inevitabile è quello dei Minnesota Timberwolves e Joe Smith nel 2000, quando la NBA tolse inizialmente cinque prime scelte alla franchigia dopo aver scoperto un accordo segreto destinato ad aggirare il salary cap.

Il principio che la NBA vuole difendere è semplice: se fosse possibile garantire a una superstar milioni di dollari aggiuntivi attraverso aziende collegate alla proprietà o sponsor della squadra, il salary cap perderebbe buona parte del suo significato.

Ed è probabilmente anche per questo che la lega ha scelto una sanzione destinata a diventare un precedente.

Il caso Leonard-Clippers è davvero finito?

Non ancora.

Dal punto di vista della NBA la sentenza è arrivata, ma i Clippers hanno già annunciato battaglia. La franchigia contesta non soltanto le sanzioni, ma l’intero processo che ha portato alle conclusioni dell’indagine, sostenendo che la lega non abbia rispettato gli standard di imparzialità promessi inizialmente dal Commissioner Adam Silver.

Il prossimo capitolo sarà quindi capire quali possibilità concrete abbiano Ballmer e i Clippers di ribaltare, o almeno ridurre, una punizione che rischia di condizionare il futuro della franchigia per anni.

Perché il caso iniziato con un contratto di sponsorizzazione da 28 milioni di dollari è ormai diventato qualcosa di molto più grande: uno scontro diretto tra una delle proprietà più ricche della NBA e la lega stessa.

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