Nikola Jokic, il piano dei Nuggets: allungare la sua carriera

A 31 anni Nikola Jokic non ha quasi più nulla da aggiungere al proprio gioco. Per questo i Nuggets stanno lavorando su una nuova sfida: far durare il suo prime il più possibile

Nikola Jokic Jamal Murray Denver Nuggets

A 31 anni Nikola Jokic è arrivato in una fase piuttosto particolare della propria carriera: quella in cui trovare qualcosa da aggiungere al suo gioco è probabilmente più difficile che capire come conservarlo.

Per anni a Denver il lavoro è stato quello classico di qualsiasi superstar in costruzione. Aggiungere un tiro, perfezionare un movimento, trovare nuove soluzioni contro determinate difese. Oggi la situazione è diversa. Jokic è già un giocatore praticamente completo e il lavoro dei Nuggets si sta spostando inevitabilmente su un altro terreno.

Non serve più allenarsi di più. Serve allenarsi meglio.

A spiegarlo è Ognjen Stojakovic, assistant coach dei Denver Nuggets e uno degli uomini che hanno accompagnato Jokic praticamente durante tutta la sua crescita NBA.

In questo momento è al massimo della sua carriera. Quello che stiamo cercando di fare è prolungarla, essere intelligenti e lavorare soltanto quanto serve. Ora il concetto è lavorare in maniera intelligente, non semplicemente lavorare di più. Vogliamo permettergli di continuare a giocare a questo livello

Ognjen Stojakovic

Jokic non deve più costruire il suo gioco

La frase interessante è proprio quel “work smart, not hard”. Perché racconta bene come sia cambiato il rapporto tra Jokic e il lavoro individuale. Il serbo non ha bisogno di passare un’estate a reinventarsi completamente: ormai possiede una risposta per quasi tutto quello che una difesa NBA può proporgli.

Così gli allenamenti diventano sempre più specifici.

Denver studia come gli avversari provano a difenderlo e costruisce parte del lavoro proprio su quelle situazioni. Una squadra protegge maggiormente l’area e concede spazio? Si insiste sul tiro. Un’altra sceglie un tipo particolare di marcatura? Si cercano in anticipo le contromisure.

Adesso ci concentriamo maggiormente sulle situazioni che possono presentarsi in partita. Se sappiamo che qualcuno utilizzerà un drop molto profondo, possiamo lavorare maggiormente sul tiro da tre. Se sappiamo che una squadra proverà a difenderlo in un certo modo, cerchiamo soluzioni che possano renderlo ancora più efficace in quelle situazioni

Ognjen Stojakovic

È quasi un cambio di prospettiva: non costruire un nuovo Jokic ogni estate, ma preparare quello attuale a risolvere problemi sempre diversi.

Il vero obiettivo dei Nuggets è far durare questo Jokic

A 31 anni Jokic non deve dimostrare di poter diventare più forte. Denver deve piuttosto capire come evitare di sprecare energie e chilometri inutili, preservando il fisico e continuando allo stesso tempo ad aggiornare il suo gioco in base a ciò che gli avversari gli mettono davanti.

Per i Nuggets la prossima evoluzione di Jokic, quindi, potrebbe essere paradossalmente quella meno visibile. Non un nuovo movimento, non necessariamente più punti e neppure una nuova versione del suo gioco. Semplicemente riuscire a far durare il più possibile quella che hanno già.

E considerando il livello raggiunto dal serbo, potrebbe essere il miglior upgrade possibile.

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