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Green sul caso Kawhi-Clippers: “Perché esiste il salary cap?”

Draymond Green si schiera con Kawhi Leonard sul caso Clippers e si dice soddisfatto della mancata sospensione. Poi attacca le regole sul salary cap

Draymond Green durante il Draymond Green Show ha preso le difese di Kawhi Leonard, coinvolto nello scandalo relativo ai Los Angeles Clippers e alla possibile elusione del salary cap, dicendosi soddisfatto che non sia stato sospeso e sostenendo la versione dei fatti, secondo cui lui non fosse a conoscenza dell’operazione

Quei 700.000 dollari sono sostanzialmente un risarcimento per quanto accaduto con l’accordo, Kawhi ha dichiarato di non saperne nulla e io gli credo sulla parola. Sono certo che la Daktronics sia un’azienda seria. Se ti arriva una proposta dalla Daktronics, non corri subito dal tuo agente a chiedere: “Ehi, come faccio a ottenerla?”, pensi semplicemente: “Oh, ho un accordo con la Daktronics”, sapendo che è un’azienda molto affidabile

Draymond Green

Green ha poi sottolineato di essere contento che la maggior parte della sanzione sia ricaduta sui Clippers e non su Leonard.

Se guardi una qualsiasi arena, probabilmente stanno usando i loro sistemi per il tabellone. Quindi, sai, mi fido della versione di Kawhi e sono contento che la maggior parte della sanzione sia ricaduta sulla squadra e non su Kawhi

Draymond Green

Il discorso si è poi spostato sul salary cap, mettendo in discussione il principio stesso che impedisce ai giocatori di ricevere determinati compensi da sponsor legati alle franchigie.

E, come ho già detto, bisogna affrontare la questione del salary cap. Credo che sia questo il punto fondamentale. Perché esiste un salary cap? Perché si impedisce ai giocatori di guadagnare grazie agli sponsor della squadra, della lega o di chiunque altro?

Draymond Green

Secondo Green, la NBA si presenta come una lega costruita intorno agli interessi dei giocatori, ma allo stesso tempo impedisce loro di incassare ulteriori milioni attraverso accordi commerciali.

Parliamo sempre di una lega incentrata sui giocatori, orientata su di loro, guidata da loro, che ha a cuore il loro bene e i loro interessi. Eppure, ci troviamo di fronte a una situazione in cui un giocatore potrebbe guadagnare dai 20 ai 30 milioni in più, e noi reagiamo dicendo: ‘Ah sì, sei nei guai’

Draymond Green

Per Green, insomma, il problema non è soltanto stabilire cosa sapesse o meno Leonard. Il caso Clippers ha riportato a galla una domanda più ampia: perché un giocatore NBA dovrebbe essere limitato nella possibilità di guadagnare attraverso accordi commerciali?

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