Barkley su Jordan e LeBron: “Il tempo vince sempre”
Barkley ricorda gli ultimi anni a Houston e riflette sul declino delle superstar NBA, citando anche Michael Jordan e LeBron James
Charles Barkley sa bene cosa significa provare a vincere quando il tempo inizia a presentare il conto. Alla fine degli anni ’90 giocò agli Houston Rockets insieme a Hakeem Olajuwon e Scottie Pippen, in una squadra piena di talento ma ormai lontana dal momento migliore dei suoi protagonisti.
Semplicemente perché eravamo vecchi. Penso che nel mio primo anno a Houston siamo arrivati alle finali di Conference, ma quella è stata l’unica stagione davvero positiva. Eravamo logori e Scottie non voleva stare lì. Ha preso i soldi, ma non voleva esserci. Subito dopo è andato a Portland
Charles Barkley
La leggenda dei Phoenix Suns ha poi ricordato come il declino fisico abbia progressivamente colpito tutti i componenti della squadra.
Eravamo semplicemente dei giocatori ormai finiti, a essere onesti, Bill. Abbiamo avuto un solo anno davvero buono. l mio primo anno a Houston fu una grande stagione. […] Il secondo anno giocai bene, ma dopo quello ero finito. Hakeem era finito, Clyde era finito e, sinceramente, è anche per questo che Scottie voleva andarsene. L’anno dopo cedemmo Hakeem e la gente dimentica che chiuse la sua carriera a Toronto
Charles Barkley
Barkley avvisa LeBron: Il tempo vince sempre
Secondo Barkley, per le grandi stelle il finale della carriera tende inevitabilmente a essere complicato.
Finisce sempre male. Il tempo alla fine vince sempre. Penso che oggi sia più facile, la lega è molto più facile. Diciamolo chiaramente: non c’è fisicità. Quindi puoi giocare un paio d’anni in più, perché gran parte della fisicità è sparita dal gioco
Charles Barkley
Barkley ha citato anche Michael Jordan, sostenendo che al suo ritorno con gli Washington Wizards non fosse più allo stesso livello, e che anche LeBron James debba fare i conti con il naturale declino legato all’età.
Per la maggior parte dei grandi giocatori finisce sempre male. Se vogliamo essere onesti, possiamo dire che anche Michael con i Wizards è finito male. Non era più Michael Jordan quando giocava a Washington. Se continui a sfidare il tempo, prima o poi finirà male
Charles Barkley
Seppur vero che negli anni ’90 il maggiore contatto fisico sottoponeva i corpi ad uno stress superiore, l’evoluzione del gioco e la sua velocità hanno semplicemente modificato il tipo di sforzo a cui sono sottoposti i giocatori. Allo stesso tempo, i progressi nella medicina sportiva, nella riabilitazione e nella prevenzione degli infortuni hanno permesso agli atleti di gestire meglio il proprio corpo ed estendere la propria longevità, mantenendosi competitivi anche attorno ai 35 anni, anziché arrivare a quell’età con il fisico ormai logorato.