Trae Young: l’aneddoto su Shai e Iron Man
Un contatto leggerissimo e una reazione che Trae Young non ha dimenticato: il curioso racconto del duello con Shai Gilgeous-Alexander
Trae Young e Shai Gilgeous-Alexander sanno entrambi molto bene come guadagnarsi un viaggio in lunetta. E proprio per questo il nuovo giocatore dei Washington Wizards ha raccontato un episodio che gli è rimasto particolarmente impresso dell’ultima sfida contro SGA.
Ospite del podcast Curious Mike di Michael Porter Jr., Young è tornato su una partita tra Atlanta Hawks e Oklahoma City Thunder della scorsa stagione, prima della trade che a gennaio lo ha portato a Washington.
Durante un possesso, Trae si era ritrovato a difendere sul tiro di Gilgeous-Alexander. Il contatto, almeno secondo la sua versione, era stato minimo. La reazione di Shai decisamente meno.
Ho messo la mano sul suo petto mentre tirava. Non l’ho spinto o altro, ma dalla sua reazione sembrava che gli avessi sparato una mano di Iron Man attraverso il petto
Trae Young
Young ha raccontato la scena scherzando soprattutto sulla capacità di SGA di accompagnare il contatto con il corpo.
Il modo in cui è volato indietro… sembrava quasi che la parte del corpo che avevo toccato sapesse esattamente come muoversi
Trae Young
Trae Young: “I migliori tirano più liberi”
Più che una semplice accusa di flopping, però, il racconto di Young si è trasformato quasi in un riconoscimento della capacità di Gilgeous-Alexander di leggere il gioco e sfruttare ogni situazione a proprio vantaggio.
Si tratta di capire il gioco. I migliori giocatori al mondo sono quelli che tirano più liberi
Trae Young
Una frase che potrebbe tranquillamente riguardare anche Trae. Nel corso della sua carriera, infatti, il playmaker è stato spesso criticato proprio per la sua capacità di cercare il contatto e portare i difensori a commettere fallo.
Young quindi conosce bene questo tipo di situazioni e, proprio per questo, il suo racconto su Shai sembra avere anche una buona dose di ammirazione. SGA aveva capito come trasformare un contatto minimo in un vantaggio, e Trae se ne era accorto immediatamente.
Alla fine, al di là dell’Iron Man citato da Young, il concetto è molto più semplice: quando si parla di trovare un modo per arrivare in lunetta, Trae e Shai parlano praticamente la stessa lingua.