Presti avvisa la NBA dopo il ko di Holmgren contro Wemby

Dopo i 4 punti contro gli Spurs in Gara 7, Presti rilancia Chet Holmgren e manda un messaggio alla NBA: il meglio deve ancora arrivare

Chet Holmgren, ala degli Oklahoma City Thunder

Il finale è stato da dimenticare, tutto quello che è venuto prima decisamente no. Chet Holmgren ha chiuso la stagione con appena 4 punti nella Gara 7 persa contro gli Spurs di Victor Wembanyama, ma per Sam Presti fermarsi a quella prestazione sarebbe un grosso errore.

La stagione di Holmgren, d’altronde, racconta molto più di quella singola partita. Chet ha conquistato la sua prima convocazione all’All-Star Game, è entrato in un quintetto All-NBA ed è arrivato secondo nella corsa al Defensive Player of the Year, diventando uno dei punti di riferimento della miglior difesa della lega.

Poi sono arrivati gli Spurs e una serie nella quale non è riuscito a esprimersi ai suoi livelli, chiusa con appena 4 punti nella decisiva Gara 7 delle Western Conference Finals.

Presti, però, non crede servano discorsi motivazionali.

Chet non ha bisogno di motivazioni. È un giocatore estremamente competitivo e non lo vedi soltanto in campo: la sua preparazione, il modo in cui pianifica il lavoro e la sua mentalità sono di altissimo livello

Sam Presti

Presti: “I grandi passano anche da questi momenti”

Il GM dei Thunder non ha nascosto le difficoltà incontrate da Holmgren contro San Antonio, ma preferisce guardarle in prospettiva. Per Presti, partite del genere fanno semplicemente parte del percorso necessario per arrivare a un altro livello.

Non ha giocato il suo miglior basket in quella serie, ma tutti i grandi giocatori della storia NBA hanno affrontato momenti del genere. Li vivi, li affronti, impari e migliori. Sono abbastanza sicuro che anche Chet seguirà questa strada

Sam Presti

Holmgren ha lavorato durante l’estate anche sugli aspetti emersi durante i Playoff, ma Presti non vuole ridurre tutto alla necessità di riscattare una singola serie. Del resto, il salto fatto nell’ultima stagione era arrivato subito dopo il titolo NBA conquistato da Oklahoma City: un altro segnale, secondo il GM, di quanto Chet non abbia bisogno di particolari stimoli per continuare a crescere.

Ed è proprio qui che il discorso di Presti diventa interessante anche per il resto della NBA.

Abbiamo diversi giocatori che probabilmente sono ancora a tre o quattro anni dal raggiungere il loro picco. In realtà vale per gran parte della squadra. Abbiamo tre giocatori All-NBA, due dei quali non sono ancora nemmeno nel loro prime. L’altro è un MVP per due anni consecutivi e continua comunque a migliorare. Chet continuerà a crescere ancora per molti anni

Sam Presti

È forse questo l’aspetto più impressionante del progetto Thunder. OKC è già arrivata ai massimi livelli senza avere ancora, secondo Presti, la versione migliore di diversi suoi protagonisti.

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