Amen Thompson e quel paragone con Ben Simmons
Amen Thompson si candida ad affermarsi come superstar NBA dopo un’estate nella quale ha aggiunto un nuova arma al suo gioco.
Tra i giocatori sotto la lente di ingrandimento nella stagione NBA 2026-2027 c’è Amen Thompson, che recentemente ha firmato un’estensione contrattuale da 205 milioni di dollari con gli Houston Rockets, diventando di fatto uno dei volti su cui la franchigia ha deciso di costruire il proprio futuro.
Un accordo che poteva sembrare scontato, ma che assume tutt’altro peso guardando le cifre. Thompson ha già dimostrato di essere un talento fuori dal comune e uno degli atleti più impressionanti della NBA, ma restano ancora alcuni importanti interrogativi sul suo sviluppo, legati soprattutto a limiti piuttosto evidenti nel suo gioco.
Al di là di alcuni errori di gioventù nella gestione del pallone, il principale punto debole rimane la mancanza di un tiro affidabile lontano dal pitturato. Nelle sue prime tre stagioni nella lega, Thompson ha tirato con il 21,6% da tre punti e il 34,2% dalla media distanza, percentuali difficili da ignorare per un giocatore destinato ad avere sempre più responsabilità nell’attacco dei Rockets.
Quest’anno, però, qualcosa potrebbe cambiare. Secondo Evan Sidery, all’interno della lega circolano feedback molto positivi sui progressi fatti da Thompson con il proprio tiro, a partire da una meccanica che sarebbe migliorata sensibilmente. Un primo passo fondamentale per diventare più pericoloso anche lontano dal ferro, seguendo magari un percorso di crescita simile a quello visto con Lonzo Ball.
Dietro questo possibile salto di qualità ci sarebbe anche Chip Engelland, nuovo shooting coach dei Rockets e per anni punto di riferimento dello staff dei San Antonio Spurs. Thompson avrebbe lavorato con lui durante l’estate proprio per intervenire su uno degli aspetti più importanti per il suo futuro.
Se i progressi dovessero tradursi anche sul parquet, potrebbe cambiare parecchio sia per Thompson sia per Houston. I Rockets aggiungerebbero una nuova dimensione al proprio attacco, mentre il classe 2003 avrebbe un’arma fondamentale in più per provare a compiere il definitivo salto di qualità tra le stelle NBA.
La carriera di Thompson è ancora lunga e sarebbe sbagliato aspettarsi una trasformazione immediata. Già nel corso di questa stagione, però, sarà interessante capire se il lavoro estivo inizierà a produrre risultati concreti.
Anche perché il tiro rischia inevitabilmente di diventare uno dei temi centrali attorno al suo futuro. Il paragone con Ben Simmons è già dietro l’angolo: due giocatori diversi, ma accomunati da qualità atletiche e fisiche fuori dal comune e da dubbi legati al tiro. Thompson avrà l’occasione di dimostrare che la sua evoluzione può prendere una strada completamente diversa.