Nikola Jokic: “In NBA contano le stats, in Europa vincere”
Per Jokic c’è una grande differenza tra NBA ed Europa: dall’altra parte dell’oceano risultati, pressione e orgoglio vengono prima delle statistiche personal
Sei mesi in Europa. Per Nikola Jokic basterebbero per far capire a qualsiasi giocatore NBA quanto possa cambiare il modo di vivere una partita dall’altra parte dell’oceano. Non tanto per il livello del basket, quanto per tutto quello che c’è intorno: pressione, rivalità, tifosi e soprattutto un’idea molto semplice, vincere viene prima di tutto il resto.
Al Media Day dei Denver Nuggets, Jokic è tornato a parlare delle differenze tra il basket NBA e quello europeo, partendo dalla sua esperienza con la Serbia.
In Europa e con la Nazionale la cosa più importante è vincere la partita. So che può sembrare stupido dirlo, ma in NBA capita di vedere giocatori che devono prendersi i loro tiri, segnare i loro punti o raggiungere determinate statistiche. Con la Nazionale e in Europa, invece, conta soprattutto vincere
Nikola Jokic
Ed è proprio per questo che il tre volte MVP vorrebbe vedere i colleghi NBA alle prese almeno una volta con quel tipo di ambiente.
Vorrei che ogni giocatore NBA andasse a giocare sei mesi in Europa, anche solo per capire quanta pressione c’è
Nikola Jokic
Jokic sa bene di cosa parla. Prima di arrivare a Denver nel 2015 è cresciuto cestisticamente al Mega Basket e negli anni ha continuato a vivere il basket europeo con la Nazionale serba, vincendo anche l’argento olimpico a Rio 2016 e il bronzo a Parigi 2024.
Per spiegare meglio il concetto, il Joker ha tirato in ballo anche alcune delle piazze più calde del basket europeo.
Giochi il mercoledì contro l’Olympiacos in Grecia e poi magari in casa contro Stella Rossa o Partizan. Se perdi tre partite di fila, lì diventa una cosa seria. La gente la vive davvero, c’è tantissimo orgoglio
Nikola Jokic
Non è quindi una questione di stabilire quale basket sia migliore. Il punto di Jokic è un altro: provare per qualche mese un ambiente nel quale ogni sconfitta pesa e il risultato viene prima delle statistiche individuali. Un’esperienza che, secondo lui, potrebbe cambiare il modo in cui tanti giocatori NBA vedono il gioco.