Steph Curry chiaro con Lendeborg: “Sbaglia, ma non essere passivo”
Dopo l’1/6 al debutto, Stephen Curry manda un messaggio chiarissimo a Yaxel Lendeborg: gli errori sono concessi, la passività molto meno
“Non vogliamo giocatori passivi”. Stephen Curry ha già fatto capire a Yaxel Lendeborg cosa servirà per ritagliarsi spazio nei nuovi Golden State Warriors: sbagliare va bene, tirarsi indietro molto meno.
L’11ª scelta del Draft NBA 2026 ha fatto il suo debutto in preseason nella sconfitta per 104-101 contro i Los Angeles Clippers, chiudendo con 4 punti, 9 rimbalzi e 3 assist, ma soprattutto con un 1/6 dal campo che ha evidenziato qualche difficoltà nel trovare il giusto equilibrio offensivo.
Steve Kerr gli ha già chiesto di essere più aggressivo nel cercare il canestro e anche Curry è tornato sullo stesso concetto, spiegando però quanto sia normale per un rookie dover passare attraverso errori e momenti complicati.
Per un giovane da cui ci si aspetta un impatto, la sfida è trovare il giusto equilibrio: essere aggressivo, ma allo stesso tempo accettare che commetterai degli errori senza averne paura. Devi essere capace di passare subito all’azione successiva. Ma non vogliamo niente di passivo
Stephen Curry
Il punto, quindi, non è chiedere a Lendeborg di trasformarsi improvvisamente in uno scorer. Il rookie ha già mostrato la disponibilità a fare un po’ di tutto, muovere il pallone, lavorare a rimbalzo e dare una mano difensivamente. Golden State, però, vuole che a tutto questo aggiunga anche la capacità di prendersi le proprie occasioni quando arrivano.
Una richiesta ancora più importante considerando i problemi fisici che stanno accompagnando Jimmy Butler e Kristaps Porzingis: i Warriors avranno bisogno di trovare punti anche lontano dalle solite mani e Lendeborg, a 24 anni, arriva in NBA con aspettative diverse rispetto a quelle di un rookie molto più giovane.
Curry, comunque, non sembra preoccupato dalle prime difficoltà:
Credo che finora abbia già risposto bene a questa richiesta
Stephen Curry
Insomma, l’1/6 del debutto interessa fino a un certo punto. Golden State preferisce vedere Lendeborg sbagliare provandoci piuttosto che vederlo rinunciare a un tiro per paura di sbagliare. E quando il messaggio arriva direttamente da Curry e Kerr, conviene ascoltarlo.