NBA Europe, niente accordo: EuroLeague respinge la proposta
EuroLeague chiude la porta alla proposta NBA, almeno per ora. NBA Europe punta ancora al 2027/28 e diversi club starebbero valutando il nuovo progetto
Per ora EuroLeague e NBA Europe continueranno su due strade separate. I club di EuroLeague hanno respinto la proposta presentata dalla NBA per arrivare a un unico progetto europeo, una decisione maturata durante un incontro sul Lago di Como dopo oltre due anni di lavoro della lega americana sul nuovo campionato.
Il “no” non ferma però i piani della NBA. L’obiettivo rimane quello di lanciare NBA Europe già dalla stagione 2027/28, con un campionato da 16 squadre pronto a entrare direttamente in concorrenza con EuroLeague per pubblico, diritti televisivi e sponsor.
La NBA avrebbe già ricevuto offerte importanti per nuove franchigie in diverse città europee e i proprietari delle squadre americane, aggiornati sul progetto durante l’ultimo Board of Governors di New York, continuano a sostenere l’operazione.
È un progetto di vent’anni. Ed è così che lo stiamo affrontando
Proprietari NBA
È quanto spiegato a ESPN da uno dei proprietari NBA, fotografando bene la prospettiva con cui la lega sta guardando all’Europa: non una semplice nuova competizione da lanciare nel giro di pochi mesi, ma un investimento destinato a cambiare nel tempo gli equilibri del basket europeo.
Il fronte EuroLeague potrebbe non essere così compatto
La parte più interessante della vicenda arriva però da quello che starebbe succedendo dietro le quinte. Secondo dirigenti di alto livello del basket europeo coinvolti nelle trattative, un numero significativo dei 13 club permanenti di EuroLeague avrebbe manifestato interesse per NBA Europe.
Al momento i club hanno fatto fronte comune respingendo la proposta della NBA, descritta da diversi media europei come una sorta di offerta di acquisizione della stessa EuroLeague. Le trattative, però, dovrebbero continuare e la situazione resta molto più aperta di quanto possa suggerire il voto arrivato sul Lago di Como.
A confermarlo indirettamente sono anche le parole del proprietario del Panathinaikos, Dimitris Giannakopoulos, che ha commentato tramite il suo profilo Instagram la posizione delle squadre contrarie al progetto NBA.
Alcune squadre erano contrarie all’espansione verso la NBA. L’unica logica dietro questa posizione è che oggi vengano trattate bene oppure che credano di non essere scelte per partecipare all’espansione. O entrambe le cose
Dimitris Giannakopoulos
Giannakopoulos ha poi allargato il discorso anche al futuro dell’EuroLeague, tornando sulla situazione del CSKA Mosca.
Prima di qualsiasi altra cosa dovrebbe tornare il CSKA perché, al di là della rivalità sul campo, Real Madrid, Panathinaikos e CSKA rappresentano il basket europeo. Senza di loro non esiste un vero campione d’Europa
Dimitris Giannakopoulos
Come funzionerebbe NBA Europe
Il modello studiato dalla NBA permetterebbe alle squadre di continuare a partecipare ai rispettivi campionati nazionali nel weekend, lasciando gli impegni di NBA Europe ai giorni infrasettimanali. Per rendere sostenibile il doppio calendario, i roster verrebbero ampliati e una parte importante del progetto sarebbe dedicata allo sviluppo dei giocatori europei.
Lo scenario che NBA ed EuroLeague vorrebbero evitare è quello già vissuto dal basket europeo nel 2000/01, quando la nascita della competizione ULEB portò per una stagione all’esistenza di due tornei continentali separati. Una divisione economicamente poco sostenibile che si concluse l’anno successivo con la riunificazione dalla quale nacque l’attuale EuroLeague.
Oltre venticinque anni dopo, il basket europeo rischia quindi di trovarsi davanti a un bivio simile. EuroLeague ha detto no alla prima proposta della NBA, ma la partita per NBA Europe è tutt’altro che chiusa: il progetto andrà avanti comunque e, soprattutto, alcuni dei club che oggi hanno respinto l’accordo potrebbero essere gli stessi che domani si troveranno a trattare direttamente con la lega americana.